Giuseppe Mellino sarà sindaco di Nule per la terza volta. A decretarlo sono stati gli elettori del centro del Goceano, dove l’affluenza si è attestata al 70,52%, un dato inferiore rispetto all’80,74% della precedente tornata, ma comunque particolarmente elevato.

Per Mellino si apre ora un nuovo quinquennio amministrativo all’insegna della continuità. La squadra che lo accompagnerà nel mandato è infatti sostanzialmente la stessa che ha governato il paese negli ultimi anni.

"Tutto ciò che ci eravamo prefissati è stato realizzato", spiega a Sardegna Live il sindaco, che guarda al futuro con l’obiettivo di portare avanti i progetti già avviati e affrontare le nuove sfide che attendono la comunità.

Nel corso dell’intervista Mellino ha sottolineato una caratteristica che distingue Nule: l’attenzione al bene comune più che alle appartenenze politiche. Una realtà dove, spiega, prevale il rapporto diretto tra le persone e dove le scelte vengono spesso valutate sulla base del lavoro svolto e della fiducia conquistata sul campo.

"Una cosa che mi interessava trasmettere in questa tornata elettorale era proprio la serenità che deve ritrovare un paese come Nule, che di tutto ha bisogno fuorché di scontri politici. Noi abbiamo un obiettivo preciso: lavorare per tutti i cittadini, indipendentemente dalle scelte espresse alle urne. Abbiamo bisogno di serenità, perché solo così si può costruire qualcosa di buono. Se la comunità ha risposto in questo modo vuol dire che si sente rappresentata e noi continueremo a lavorare per tutti".

Guardando ai prossimi anni, l’amministrazione punta sulla valorizzazione delle sue peculiarità, in particolare del tappeto, avviando un confronto con la Regione affinché questa risorsa possa diventare un’opportunità concreta di sviluppo e occupazione per le nuove generazioni.

"Sono orgoglioso di rappresentare la comunità di Nule e ringrazio tutti per la fiducia. Il nostro compito è anche quello di far conoscere il paese, senza chiuderci a riccio. Venti o trent’anni fa Nule veniva spesso associato a episodi negativi; oggi vogliamo che venga ricordato per le cose positive che ha da offrire. Cerchiamo continuamente di migliorare e di cogliere le opportunità che si presentano. Il nostro obiettivo è creare le condizioni affinché i giovani possano costruire una famiglia, lavorare e vivere a Nule avendo tutti i servizi necessari".

Parlando del suo paese, Mellino lo descrive come una realtà particolarmente laboriosa e intraprendente. "Noi siamo conosciuti come 'Nule, idda ’e manos bonas', il paese delle buone mani. Non è soltanto uno slogan: è la nostra identità. La comunità di Nule è abituata a lavorare e a rimboccarsi le maniche. Non siamo abituati ad aspettare che qualcuno faccia qualcosa per noi. Ci siamo sempre dovuti arrangiare. Siamo un paese di circa 1.300 abitanti e contiamo quasi 300 partite Iva".

Tra gli obiettivi del nuovo mandato c’è anche quello di favorire la crescita di una nuova classe dirigente. Mellino ha ricordato come molti componenti della sua squadra siano più giovani di lui e possano rappresentare il futuro amministrativo del paese.

Il primo cittadino ha inoltre evidenziato l’importanza del confronto con altri amministratori e con le istituzioni. "Un sindaco - osserva - non può limitarsi a guardare esclusivamente alla propria realtà locale, ma deve cogliere esperienze, idee e opportunità provenienti dall’esterno per riportarle a beneficio della comunità".

Infine, il primo cittadino ha rivolto un ringraziamento agli elettori che hanno rinnovato la loro fiducia nella sua squadra, ma anche alle famiglie degli amministratori e ai collaboratori che lo hanno sostenuto nel percorso amministrativo, ricordando come l’impegno pubblico richieda tempo, presenza e dedizione costante.

"Grazie a chi ci ha dato fiducia in tutti questi anni. Un ringraziamento va anche alle nostre famiglie, perché stare accanto a un amministratore non è semplice. Spesso si trascorre molto tempo lontano da casa, ma quando prendo un impegno sento il dovere di portarlo avanti fino in fondo. Questo comporta inevitabilmente dei sacrifici, anche sul piano degli affetti".