Il referendum sulla riforma della giustizia ha confermato la netta prevalenza del No: poco meno del 54%, circa due milioni di voti di vantaggio, hanno di fatto cancellato la riforma Meloni-Nordio. “Il risultato non lascia spazio a interpretazioni. È un voto politico di cui non si potrà non tenere conto. Non penso che gli elettori siano entrati nel merito del testo della riforma quanto degli intenti a monte di questa. Peraltro resi palesi dallo stesso ministro della giustizia”, ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus, sottolineando come la consultazione abbia un chiaro significato politico.

A livello territoriale, il No ha vinto quasi ovunque, con il Sì prevalente solo in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Le differenze più nette emergono tra regioni e grandi città: il Sud e le Isole mostrano margini consistenti a favore dei No, ancora più marcati nei capoluoghi, come in Sardegna (59,5%) e a Cagliari (61,2%).

L’affluenza definitiva è stata di circa il 58,9%, uno dei valori più alti nella storia dei referendum costituzionali e la nona percentuale più alta considerando tutte le 23 tornate dal 1946 a oggi.