"È chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione - comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi - c’è anche un giudizio sulla qualità del governo nell’affrontare i problemi economici, sociali e internazionali". Lo afferma Carlo Calenda, segretario di Azione.

"Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l’esecutivo. Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il Paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra", prosegue Calenda.

Il fondatore di Azione nelle scorse settimane era stato convinto sostenitore della campagna del Sì, ma evidenzia: "L'Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi 'contro' che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del Paese cha va oltre il merito della riforma".

"Come ampiamente e pubblicamente previsto - aggiunge Calenda - ha prevalso il No".