Un sistema di rimpatrio che parta direttamente dalla Sardegna e che possa sfruttare i collegamenti marittimi già esistenti con l'Algeria. È la proposta presentata da Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d'Italia e presidente della commissione Trasporti della Camera, in una lettera inviata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Matteo Piantedosi e Antonio Tajani.

L'iniziativa riguarda la gestione degli arrivi sulle coste meridionali dell'Isola e le difficoltà che, secondo il parlamentare, si verificano nelle successive procedure di allontanamento. Deidda chiede di superare il trasferimento delle persone verso altri porti italiani e individua nel collegamento commerciale tra Cagliari e l'Algeria una possibile alternativa da sottoporre al Governo.

Nel presentare la propria iniziativa, il deputato descrive un peggioramento della situazione rispetto al passato. "Quello dei barchini provenienti dall'Algeria verso il litorale meridionale sardo è un problema atavico che nell'ultimo anno ha fatto registrare un allarmante aggravamento. Riconosciamo con lealtà gli sforzi delle autorità algerine, che hanno bloccato decine di migliaia di tentativi di partenza, ma non possiamo più accettare che troppi barchini continuino ad approdare con irragionevole facilità sul nostro territorio".

Nel comunicato, Deidda richiama anche le attività investigative della Direzione distrettuale antimafia e sostiene che alcuni degli arrivi siano riconducibili a circuiti criminali. "Come confermato in modo inequivocabile dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) - aggiunge il deputato di FdI -, non siamo di fronte a una rotta umanitaria, ma a un business gestito da organizzazioni criminali dedite alla tratta di esseri umani e al narcotraffico, alimentato da network e circuiti come i cosiddetti 'Harraga'".

Un punto centrale della lettera riguarda le difficoltà di imbarco sui traghetti passeggeri per le persone destinatarie di provvedimenti di espulsione che, secondo quanto riferito dal parlamentare, non dispongono di documenti identificativi con fotografia. "A questo scenario di allarme si aggiunge un paradosso gestionale intollerabile. Una volta notificati i decreti di espulsione e gli ordini di allontanamento, i migranti irregolari vorrebbero partire ma risultano privi di documento di riconoscimento con fotografia. I comandanti dei traghetti passeggeri, in piena conformità con il Codice della Navigazione e per tutelare l'incolumità di personale e viaggiatori, legittimamente e doverosamente non possono consentire il loro imbarco".

Deidda ritiene che il ricorso ai trasferimenti verso il Nord dell'Isola, seguito da tentativi di imbarco verso la penisola, non rappresenti una soluzione adeguata. "La risposta - aggiunge l'esponente del partito della premier Meloni - non può continuare a essere il trasferimento dei migranti dal Sud Sardegna a Olbia per poi tentare di imbarcarli verso Livorno o Civitavecchia, scaricando tensioni e problemi di ordine pubblico su altri territori e sui vettori civili".

La proposta inviata all'Esecutivo si articola in tre punti. "Dopo aver posto la questione direttamente» alla presidente del Consiglio «in Aula alla Camera e attraverso molteplici atti ispettivi", Deidda spiega di aver "formalizzato al Governo tre richieste chiare".

Il primo riguarda la possibilità di effettuare i "rimpatri diretti via mare dalla Sardegna", evitando, secondo l'impostazione proposta, il passaggio attraverso i porti della penisola.

Il secondo punto è legato alle infrastrutture marittime già disponibili. "Esiste già un collegamento mercantile attivo tra il porto di Cagliari e l'Algeria. Questa linea commerciale deve essere impiegata per ricondurre immediatamente in patria i destinatari dei provvedimenti di espulsione", afferma Deidda, sostenendo che la tratta possa essere presa in considerazione nell'organizzazione dei rimpatri.

Infine, il deputato sollecita un'intesa con il Governo algerino. La richiesta è quella di un "patto di deterrenza con le autorità algerine", accompagnato da regole condivise sulle procedure di identificazione e rimpatrio. "Deve essere siglato un accordo bilaterale chiaro che avvisi chi parte, chi tocca terra sarda illegalmente viene identificato, espulso e imbarcato sulla prima nave commerciale di ritorno in Algeria".