L’Avvocatura dello Stato si sta attivando nella prospettiva che l’Italia si costituisca parte civile per la tragedia avvenuta a Capodanno Crans-Montana dove, a causa di un terribile incendio nel locale Le Constellation, sono morte 40 presone, di cui 6 giovanissimi italiani.

Lo ha annunciato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo l’incontro con le famiglie delle vittime italiane. "L’Italia chiede che la Commissione europea si costituisca parte civile nel procedimento in Svizzera. Esistono fior fior di precedenti, se l’Europa ha senso anche in termini cooperazione giudiziaria, qui ci sono interessi economici e qualcosa di più importante e significativo che non può non trovare rappresentatività da parte della Commissione europea", ha detto Mantovano.

Il sottosegretario ha aggiunto che il governo intende "proporre alle nazioni europee che, come l’Italia, hanno visto propri cittadini vittime o feriti, una sorta di coordinamento per affiancare le autorità nel rispetto del diritto elvetico e in coerenza con le esigenze e i diritti dei danneggiati".

Le famiglie italiane delle vittime si costituiranno in un coordinamento, con l’obiettivo di parlare con una voce unitaria. Lo ha annunciato l’avvocato Alessandro Vaccaro, legale di una delle famiglie, presente all’incontro: "Non entro nel merito delle vicende giudiziarie perché la sede ovviamente è un’altra. L’incontro di oggi è stato molto importante, e a nome di tutti i parenti delle vittime e anche dei colleghi che erano presenti, non posso far altro che ringraziare il Governo, non solo per il sostegno ma anche per la vicinanza che ci danno. Abbiamo accolto l’idea, ma del resto già avevamo preventivato di ricorrere a un coordinamento, anche sostenuto ovviamente dallo Stato, perché siamo in un Paese, la Svizzera, che non fa parte dell’Unione europea e quindi parlare con una voce come Italia sicuramente ci porterà dei risultati. Strada ce n’è da fare, e il supporto del governo e di tutte le forze oggi presenti ci ha dato veramente una spinta ad andare avanti. Perché la questione non sono i risarcimenti, il dolore delle famiglie in questo momento è ben lontano dal discorso del risarcimento. La questione è accertare i fatti. Il sostegno della politica, dello Stato italiano, del governo, della Avvocatura dello Stato, ci aiuterà moltissimo per far sentire la nostra voce che sarà sicuramente unitaria".

Mantovano ha sottolineato che "la Confederazione elvetica non fa parte dell’Unione europea, quindi la cooperazione giudiziaria è meno agevole rispetto a quella interna al sistema europeo. Questo rende ancora più necessario, ed è una delle ragioni dell’incontro che c’è stato, un coordinamento tra le famiglie, tra gli avvocati che le rappresentano".

Infine, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha riferito che "abbiamo notizia, naturalmente nei limiti del rigoroso rispetto del segreto istruttorio e ovviamente della indipendenza della magistratura inquirente, che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di incendio e di omicidio colposo aggravato. Saranno chieste delle rogatorie dell’autorità giudiziaria svizzera, per conoscere il quando, il come, il perché, insomma tutte le circostanze che possono essere utili per la ricostruzione dell’evento".

L’incontro a Palazzo Chigi ha rappresentato un momento di confronto tra governo e famiglie delle vittime, volto a garantire sostegno e rappresentanza nel procedimento in Svizzera, nel rispetto delle norme e dei diritti dei danneggiati.