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Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, è attualmente in stato di fermo per “potenziale rischio di fuga”, come riportano i media svizzeri. Il provvedimento dovrà ora essere convalidato dal Tribunale delle misure coercitive del Vallese. La custodia cautelare è stata disposta dalla procuratrice generale responsabile, Catherine Seppey.
Secondo le autorità, il rischio di fuga può essere mitigato attraverso misure alternative, come l’uso di un dispositivo elettronico o il pagamento di una cauzione. L’accusa ha pertanto chiesto al tribunale di imporre misure restrittive che permettano un eventuale rilascio in condizioni alternative. Jacques Moretti è presunto innocente. "Considerate le sue dichiarazioni, il suo percorso di vita e la sua situazione in Svizzera e all'estero il pubblico ministero ha stimato che il pericolo di fuga è concreto". Così la procuratrice generale di Sion Béatrice Pilloud.
“Al termine dell’interrogatorio di oggi, il procuratore generale ha auspicato di avere da lui una serie di garanzie. Il mio cliente le ha immediatamente accettate e nel giro di 48 ore le depositerò al tribunale competente per le valutazioni”, ha dichiarato l’avvocato Patrick Michod, legale di Moretti.
La procura di Sion ha inoltre richiesto al Tribunale delle misure coercitive l’applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Jessica Moretti, proprietaria con il marito del locale, come misura sostitutiva per “limitare il pericolo di fuga”.
A difesa della famiglia, il padre di Jacques Moretti ha dichiarato al quotidiano francese Le Figaro: “Non ci daremo alla macchia né ci nasconderemo. Siamo persone serie, non delinquenti. Conosco mio figlio: non scapperà mai. È una questione d’onore. Pensiamo alle vittime, anche noi abbiamo perso persone care e persone a cui volevamo bene. Piangiamo ogni giorno. Non riesco più a dormire. Ora, se la stampa vuole fare a pezzi Jacques, sono affari suoi. Alla fine risponderemo solo alla giustizia. Mio figlio è responsabile perché è il suo locale, ma resta da vedere se è colpevole.”










