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Da un vecchio rudere a centro di solidarietà che salverà tante vite: nel cuore del centro storico di Uri, tra le pietre antiche di Largo Volta, un edificio risalente agli anni 50 dell'800, di proprietà della famiglia Merella e gentilmente donato, vivrà sotto una nuova luce grazie all'enorme cuore della sezione Avis comunale, che ha deciso di far sorgere una struttura moderna e funzionale, pronta a diventare punto di riferimento per la sanità locale e per la cultura della donazione del sangue.
A raccontarlo con entusiasmo ai microfoni di Sardegna Live è il presidente, Graziano Agus, "L’inaugurazione, se i lavori procederanno come previsto, è fissata per il prossimo giugno", afferma con gioia.
Non si tratta di una semplice ristrutturazione, ma di un vero e proprio simbolo tangibile di una comunità che investe nel proprio futuro, senza dimenticare le proprie radici.
"Siamo arrivati più o meno all’85% dei lavori — spiega Graziano Agus — abbiamo ottenuto i finanziamenti, sono già arrivati gli arredi, le poltrone per i donatori, e stiamo completando la sistemazione del cortile sul retro. Ormai manca davvero poco, siamo davvero soddisfatti di questo progetto che giorno dopo giorno prende forma".
TRA PASSATO E FUTURO
I lavori, fa sapere il presidente Avis, si stanno svolgendo nel rispetto dell’anima originaria dell’edificio, valorizzandone la storia e i materiali tradizionali. Le antiche murature perimetrali sono state infatti conservate, realizzate con blocchi di tufo locale e pietra, legati con malta tradizionale, tipica delle costruzioni storiche del territorio.
"Abbiamo mantenuto tutta la struttura perimetrale originale, costruita con blocchi di tufo e pietra — afferma Graziano Agus — e all’interno abbiamo realizzato le nuove pareti in cartongesso, per adeguare gli spazi alle normative sanitarie. Abbiamo inoltre lasciato alcune porzioni di muratura antica a vista, compreso un bellissimo arco in tufo, e anche la scala originale è stata recuperata, pulita e valorizzata, mettendo in evidenza i conci in pietra".
Un dialogo continuo tra passato e presente, dove ogni elemento è stato pensato per conservare la memoria del luogo, senza rinunciare alla funzionalità richiesta da una struttura sanitaria moderna. Anche la pavimentazione racconta questa filosofia di recupero e rispetto dell’identità originaria.
"È stata realizzata una pavimentazione con marmette decorate, con greche realizzate su misura, mantenendo dove possibile gli elementi originali, come i mattoni storici, per conservare il carattere dell’edificio", spiega il presidente.
Il tetto, che rischiava di crollare, è stato invece completamente rifatto con una nuova struttura in legno, nel rispetto dello stile architettonico originario, mentre gli infissi sono stati sostituiti con nuovi serramenti coerenti con l’estetica tradizionale del centro storico.
"Quando abbiamo iniziato con i lavori, non c’era nulla: mancavano i solai, era davvero un rudere. Oggi abbiamo riportato in vita un palazzo che sarebbe andato perduto, e che speriamo riporti un po' di vita e movimento nel centro storico", dice ancora Graziano.
DIVERSI SERVIZI SANITARI
Ma il valore profondo della nuova struttura va ben oltre il recupero architettonico. L’obiettivo principale è infatti offrire un servizio sanitario stabile e continuativo alla comunità, evitando il ricorso alle autoemoteche mobili, "Il nostro scopo era non dipendere più dall’autoemoteca, ma avere finalmente un centro raccolta sangue stabile a Uri", sottolinea Agus.
La struttura sarà accreditata dalla Regione Sardegna come centro prelievi e offrirà diversi servizi sanitari, in particolare per i pazienti più fragili, "Già oggi effettuiamo i prelievi per i pazienti in terapia anticoagulante quattro volte al mese, ogni venerdì, oltre al primo e al terzo mercoledì. I campioni vengono analizzati nel laboratorio di Alghero. Per gli over 65 e per gli esenti dal ticket è un servizio fondamentale", evidenzia il presidente Avis.
All’interno troveranno spazio anche un ambulatorio medico e una sala multimediale, pensati per ampliare l’offerta sanitaria e sociale, "Abbiamo realizzato un ambulatorio che potrà essere utilizzato da medici specialisti che verranno a Uri, e una sala multimediale che useremo per corsi, assemblee e convegni. Sarà uno spazio a disposizione della comunità".
La struttura sarà dotata inoltre di una cucina, un’area esterna attrezzata, bagni accessibili anche alle persone con disabilità, rampe e percorsi senza barriere architettoniche, oltre a una passerella che collega i diversi livelli dell’edificio.
"La cucina sarà il centro di ringraziamento per i nostri donatori, per cui prepareremo i panini con la carne di cavallo, come da tradizione, per offrire un momento di ristoro e convivialità dopo la donazione".
Secondo Agus, si tratta di una realtà unica o comunque rarissima nel panorama nazionale, "È una delle pochissime strutture in Italia di proprietà diretta di una sezione comunale Avis, e per noi è motivo di grande orgoglio".
L’inaugurazione, attualmente prevista per il prossimo giugno, sarà anche un momento simbolico per celebrare la comunità dei donatori, "L’idea è di organizzare la Festa del Donatore proprio il giorno dell’inaugurazione. Sarà una giornata importante per tutti noi", sottolinea con gioia il presidente.
ANTONIO DETTORI: "UN PROGETTO AMBIZIOSO E UTILE PER IL TERRITORIO"
"Un progetto molto ambizioso, molto utile per il territorio di Uri e del circondario, destinato principalmente alla donazione del sangue, centro prelievi per i pazienti sotto terapia anti-coagulante e in chimica analitica - afferma il presidente dell'Avis provinciale di Sassari, Antonio Dettori -. Sarà inoltre il centro per giornate dedicate alla prevenzione sanitaria, e una sorta di poliambulatorio per i medici specialisti che presenzieranno a Uri".
La nuova sede Avis di Uri non è solamente un edificio ristrutturato, ma rappresenta la prova concreta di come volontà, impegno e amore per il prossimo si incontrano in un mare di generosità. Un vero e proprio evento da ricordare e da celebrare.














