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Un artista giovanissimo, ma già con la testa sulle spalle, tanti sogni realizzati e tanti altri ancora da realizzare: abbiamo incontrato il cantautore Antonio Meleddu, in arte Bandito, che ci ha contagiato con il suo ottimismo, il suo entusiasmo, la passione e la grinta che un ragazzo sardo coltiva per realizzarsi lontano dalla propria amata Isola.
Antonio nasce a Sassari nel giugno 2002, la notte di San Giovanni. Cresciuto tra la Sardegna e Milano, dove attualmente studia Composizione e Arrangiamento Pop-Rock al Conservatorio Giuseppe Verdi, è già un nome noto nel panorama del cantautorato italiano giovane. Nel corso degli anni ha collezionato infatti riconoscimenti importanti, come il primo premio della critica al contest "Savitri" di Soleandro nel 2019, il premio Nuovo Imaie al Piccolo Festival del Cantautore, il terzo posto al Festival di Castrocaro 2021 su RAI 2, dove ha vinto anche il premio SIAE per la miglior performance con il brano Romantico Cronico. Ha inoltre aperto i concerti di Tazenda, Psicologi e Naska, è tornato su RAI 2 nel 2024 con Performer Cup Italy e nel 2025 si è classificato primo al Premio del Conservatorio.
Oggi Bandito conta una community online di oltre 70mila persone tra Instagram, TikTok e YouTube. I suoi contenuti spaziano da brani originali a tema sociale a riadattamenti in lingua sarda di hit internazionali, fino a vlog e adattamenti musicali di poesie sarde. La sua musica unisce sonorità moderne al cantautorato, con un tocco personale che riflette radici, emozioni e una visione ottimista del mondo.
Ciao Antonio, e benvenuto su Sardegna Live. Come nasce il tuo nome d’arte?
"Ciao a tutti! Il mio nome non è legato alle origini sarde, come molti pensano (ride), ma alle mie origini musicali. Io sono molto legato dai tempi del liceo a un duo americano, i Twenty One Pilots. Quando ancora ero un ragazzo ancora sconosciuto che suonava per strada e pubblicava cover su Instagram, scrivevo già canzoni ma le tenevo per me. Avevo messo un nome su Instagram, Bandito, in onore del duo, e non perché mi volessi chiamare artisticamente così. Da lì le persone hanno però iniziato a chiamarmi così e ho deciso di tenerlo perché è diventato distintivo della mia persona, e inoltre mi piace molto".
Ti ha cambiato, e nel caso come, trasferirti dalla Sardegna a Milano?
"Sì, mi ha cambiato molto. Finito il liceo, mi sono trasferito a Firenze dove studiavo filosofia, uscendo dalla mia bolla di comfort, ho conosciuto tante persone e fatto esperienze. Oggi vivo a Milano, città che ti stimola, ti propone spazi e ti fa conoscere: è un posto che mi dà molta motivazione. Mi sento la responsabilità di ciò che voglio fare, sento di aver trovato il mio mondo per realizzarmi artisticamente al meglio".
Da dove nasce l’ispirazione delle tue canzoni?
"L’ispirazione è per me una vera e propria vibrazione che sento dentro e che quando mi pervade deve uscire, sia sotto-forma di testo che di musica. Nelle mie canzoni c’è una sorta di speranza rispetto al futuro: sono molto ottimista, tendo sempre a vedere il positivo, anche se qualche volta mi è stato contestato che in questo modo risulto quasi ingenuo, e fuori dal mondo, un mondo in cui purtroppo la violenza regna sovrana. Ma sono visioni. Io ne sono consapevole, secondo me questo è il modo giusto di vedere le cose".
Cosa racconta il tuo EP di debutto?
"Sto cercando di metterci la sincerità e la spontaneità di quello che faccio. Mi sono preso molto tempo per l’EP a cui sto lavorando, perché mi sono reso conto che a volte per realizzare un sogno a cui si tiene particolarmente ci vuole davvero tempo. Quindi è un racconto sincero che ho vissuto e che fondamentalmente è la mia musica".
Come vivi il rapporto con la tua numerosa community?
"È un qualcosa di bellissimo, pazzesco e inaspettato. Ricevo messaggi di persone che mi dicono: 'Questa frase della tua canzone mi riporta a quando prendevo l’aereo per andare in Sardegna', oppure 'Le tue canzoni mi fanno pensare di conoscere una terra in cui non sono mai stato". Sentire che la mia musica dà questo effetto è bello, ma soprattutto mi fa venir voglia di proseguire nei miei obiettivi".
Insomma un professionista con tanta passione, un cuore colmo di speranza e sogni, e soprattutto una persona umile con i piedi per terra nonostante il successo. Il prossimo 7 febbraio Bandito suonerà all’Arcibellezza a Milano per un evento che si chiama "Milano Cantautori", "Si tratta di una rassegna musicale che valorizza la musica cantautoriale in Italia, per rivendicare il fatto che non sia morta come si tende purtroppo a pensare - conclude Antonio -. Siamo in tanti che scriviamo, e sono quindi molto contento di partecipare. La prossima estate, inoltre, ci sarà un tour perché ho vinto un contest: porterò in giro per l’Italia la mia musica, non vedo l'ora!"












