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Un forte messaggio colmo di amore che racchiude il dolore indescrivibile di una perdita immensa, ma anche la forza di un legame che la malattia non è riuscita a spezzare, "Venerdì 9 gennaio, al quarto piano dell’Ospedale Oncologico, ha vinto il nostro amore. Una promessa data nel momento in cui la malattia non ti ha lasciato scampo. Ma, non hai perso tu amore mio, per tutti noi hai vinto, perché ti amiamo tanto e ci hai insegnato tanto in un momento così difficile. Sei stato un signore fino alla fine, hai lottato e non ti sei mai arreso. Non so come farò senza te".
Sono parole cariche di disperazione, ma soprattutto di amore profondo quelle scritte da Chiara, compagna di vita di Fabrizio Alias, storico autista soccorritore del 118, scomparso lo scorso 11 gennaio a causa di un tumore. Un messaggio che arriva dritto al cuore, forte come un violento pugno allo stomaco, ma che dimostra, ancora una volta, che certi tipi di legame vanno oltre la vita terrena, e sopravvivono intatti anche dopo una morte così crudele, a soli 48 anni. La coppia, infatti, ha deciso di unirsi in matrimonio, che è stato celebrato da un sacerdote la mattina del 9 gennaio all'Ospedale Oncologico di Cagliari. Si è trattato del primo matrimonio al quarto piano della struttura.
Fabrizio, originario di Iglesias, era conosciuto e benvoluto da tutti. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto enorme non solo tra i familiari, ma anche tra colleghi, amici e in tutta la comunità che oggi lo piange e lo ricorda con affetto. In tanti lo descrivono come "un uomo d’oro", un professionista sempre disponibile, capace di un sorriso anche nei momenti più difficili, qualità che lo hanno reso un punto di riferimento umano e professionale.
Nel suo lavoro come autista soccorritore del 118, Fabrizio ha rappresentato un esempio di dedizione, altruismo e rispetto per il prossimo. Ha affrontato la vita, e poi la malattia, con dignità e coraggio, senza mai arrendersi, lasciando dietro di sé un’eredità fatta di amore, solidarietà e valori autentici.
I funerali si sono svolti ieri, martedì 13 gennaio, presso la chiesa di San Pio X a Iglesias. Una chiesa gremita di persone che hanno voluto stringersi attorno alla compagna e alla figlia, per l’ultimo saluto a un uomo che continuerà a vivere nel ricordo e nel cuore di chi lo ha conosciuto.





