Un momento importante di confronto e bilancio, attraverso cui la sezione Avis Comunale di Sassari ha raccontato numeri, risultati e sfide del 2025, ma soprattutto ha rinnovato il suo appello alla comunità: donare sangue significa salvare vite.

Questo spirito dinamico ha animato la 61ª assemblea dei soci che si è svolta lo scorso 21 febbraio nella sede di via Pavese. Alla fine del 2025, i soci dell’associazione erano 1.315, di cui 1.281 donatori e 34 collaboratori: dato che testimonia una comunità ampia e generosa, rafforzata anche dall’ingresso di 289 nuovi iscritti, tra cui 183 uomini e 106 donne.

Accanto ai nuovi ingressi, però, emerge anche una criticità: 532 soci non hanno potuto donare negli ultimi due anni e per questo sono stati depennati dall’elenco dei donatori attivi.

Nel corso del 2025, nell’Unità di Raccolta di via Pavese sono state registrate 2.358 donazioni di sangue intero e 13 sacche di plasma, per un totale di 2.371 unità raccolte: un risultato importante, ma purtroppo inferiore rispetto all’anno precedente: 474 sacche in meno. Un segnale che l’associazione ha deciso di affrontare con lucidità e responsabilità.

"Lo scorso anno sono state raccolte 474 sacche in meno rispetto al precedente, e questa è la nota dolente che dobbiamo analizzare e che ci invita a fare qualche riflessione - ha detto ai nostri microfoni la presidente della sezione, Piera Pinna -. Poco ci conforta sapere che in tutta Italia si è registrato un calo della raccolta di sangue intero dell’1,8%, perché è comunque d’obbligo sottoporsi a un esame per capire in cosa si è sbagliato, come si possa migliorare e porre in atto strategie di crescita".

Secondo la presidente, che guida l’associazione dal marzo 2025, il futuro passa da un impegno ancora più forte sul territorio. Piera, infatti, conosce bene il mondo dell’Avis dove per oltre 15 anni ha lavorato all’interno della sezione come segretaria e collaboratrice, distinguendosi per l’accoglienza ai donatori, il supporto alle iniziative nelle scuole e la promozione delle campagne di sensibilizzazione.

Un percorso che oggi continua nel segno della continuità con il lavoro svolto dal suo predecessore, Serafino Dettori, "Proseguirò su questa strada in cui il coinvolgimento dei donatori è al primo posto, perché rappresentano il motore di questa grande macchina solidale che è l’Avis" ha dichiarato con entusiasmo la presidente.

Il messaggio emerso dalla scorsa assemblea è chiaro: per garantire scorte di sangue sufficienti negli ospedali, soprattutto in Sardegna, dove l'emergenza causata dalla carenza del prezioso liquido si fa sentire, è necessario rafforzare la cultura della donazione, coinvolgere i giovani e sostenere chi già dona con costanza.

"Ogni sacca raccolta rappresenta un gesto concreto di altruismo che può fare la differenza tra la vita e la morte per chi ha bisogno di trasfusioni, interventi chirurgici o cure salvavita - ha concluso Piera Pinna -. L’obiettivo per il futuro è chiaro: tornare a crescere, insieme. Perché la solidarietà, quando diventa abitudine, può cambiare davvero il destino di molte persone".