“Non può essere cambiato tutto e, allo stesso tempo, non essere cambiato niente”. È questo, in sintesi, il nodo sollevato dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu e Alessandro Sorgia che tornano sul tema dell’integrazione degli aeroporti sardi denunciando quella che definiscono una contraddizione nelle posizioni espresse dalla Giunta Todde a pochi giorni di distanza.

Da una parte, spiegano, la risposta all’interrogazione 501/A parlerebbe di un “diverso disegno istituzionale e industriale”, con una holding soltanto eventuale e con un ruolo centrale attribuito alla rete ministeriale. Dall’altra, il comunicato odierno dell’assessora Manca "ci dice che l'indirizzo della Regione sull'integrazione dei tre scali non è cambiato e che l'obiettivo resta fermo".

"La Giunta deve dire ai sardi qual è la versione vera - chiedono Truzzu e Sorgia -. E deve dirci a cosa serve ancora un Term Sheet che riguarda proprio l'operazione che oggi si dice superata”. Per FdI il punto, però, non è soltanto politico. Sorgia e Truzzu pongono anche il tema della tenuta finanziaria e della governance futura di Sogaer, alla luce della crescita del traffico a Cagliari e della possibile necessità di una ricapitalizzazione, chiedendo alla Giunta di chiarire chi dovrà intervenire, con quali tempi e quale sarà il presidio pubblico nel nuovo assetto.

"Cagliari ha superato i 5 milioni di passeggeri, e già nel 2023 la stessa Sogaer avvertiva che la crescita del traffico avrebbe comportato per i soci l'obbligo di una significativa ricapitalizzazione - sostengo i due consiglieri -. Gli studi che la Regione elenca, dal piano industriale alle perizie e alle fairness opinion, fino al decreto ministeriale e al parere della Conferenza Unificata, richiederanno probabilmente anni, non mesi. E nel frattempo? Chiediamo alla Giunta: Chi ricapitalizza Sogaer, e quando, mentre la Regione studia? Se la Camera di Commercio va avanti senza la Regione, quali azioni la Presidente e l’Assessore metteranno in campo? Oggi lo scalo ha come primo azionista un ente pubblico. Qual è il presidio pubblico del domani, se la Giunta stessa ammette che nella holding la maggioranza pubblica può mancare? Quale atto concreto garantisce che il Consiglio decida prima e non a cose fatte?”, continuano i meloniani.

“Ormai è chiaro che la strategia attendista e confusionaria della Regione rischia concretamente di essere la porta principale per favorire chi ha solo interessi speculativi. E sono oltremodo evidenti le difficoltà dell'assessore Barbara Manca che non sa più a quale specchio arrampicarsi”, concludono Truzzu e Sorgia.