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"Da quasi un anno aspettiamo un accumulatore": si tratta della richiesta della famiglia di un paziente, Giampiero Fadda, originario di Bolotana, operato al Brotzu un anno fa. La vicenda vede, da una parte, un uomo di 67 anni che, dopo un delicatissimo intervento al cuore, deve gestire quotidianamente un dispositivo salva vita che necessita di alimentazione elettrica; dall'altra la sua famiglia, preoccupata, che ha segnalato ai nostri microfoni di essere in attesa di un accumulatore di continuità e di non aver ancora trovato una risposta. Da qui, la domanda più semplice: a chi spetta occuparsene?
La richiesta, come ci ha riferito la sorella del 67enne, sarebbe stata presentata immediatamente dopo l’intervento nell'ottobre 2025, ma il dispositivo, che dovrebbe consentire al paziente di affrontare eventuali interruzioni dell’alimentazione elettrica dell'apparecchio che utilizza, non sarebbe ancora disponibile. Abbiamo quindi chiesto chiarimenti alle strutture coinvolte.
Secondo la ricostruzione della donna, che durante i mesi scorsi si sarebbe occupata personalmente dei rapporti con i servizi sanitari e dei solleciti per ottenere il dispositivo, da dopo le dimissioni, il fratello utilizza durante il giorno le batterie collegate al dispositivo, che vengono poi messe in carica, mentre durante la notte deve collegarsi alla rete elettrica. Da qui, sempre secondo quanto riferito dalla familiare, la necessità di poter disporre di un accumulatore di continuità.
"Ho fatto la richiesta alla fine di ottobre dello scorso anno, rivolgendomi al distretto di Macomer, competente per il territorio di Bolotana. Mi era stato detto che la domanda sarebbe stata inoltrata e che la pratica sarebbe passata all’ASL di Nuoro. Da quel momento ho continuato a chiedere informazioni e a sollecitare, ma ancora oggi non abbiamo una soluzione", ha spiegato la donna a Sardegna Live.
Nel corso dei mesi, racconta la donna, ci sarebbero stati diversi contatti con il distretto sanitario e con alcuni operatori, "Sono tornata più volte al distretto. Ho parlato con un’assistente sociale e anche con un tecnico. Poi mi sono rivolta a un medico e mi è stato spiegato che più di mandare le email non potevano fare e che bisognava attendere i passaggi successivi. Io ho continuato a mandare richieste e solleciti e sono tornata nuovamente al distretto anche nei giorni scorsi", ha affermato.
La famiglia, secondo quanto raccontato dalla sorella, sarebbe particolarmente preoccupata dalla possibilità di un’interruzione della corrente elettrica. Il paziente vive infatti da solo, è autosufficiente, e anche se può contare sulla presenza di un fratello che abita nelle vicinanze e sull’aiuto quotidiano della sorella, che racconta di raggiungerlo per occuparsi delle commissioni e delle attività domestiche, la preoccupazione è costante.
"La mia paura - ha detto la donna - è soprattutto quando ci sono temporali o problemi alla rete. Qualche tempo fa qui vicino si è bruciata una cabina e mio fratello è rimasto senza corrente. La corrente è stata ripristinata nell’arco della giornata, ma nel frattempo ha dovuto spostarsi. Io vorrei semplicemente che fosse messo nelle condizioni di affrontare una situazione del genere senza dover ogni volta cercare una soluzione all’ultimo momento".
La donna ci ha riferito inoltre di aver chiesto anche un sopralluogo per valutare direttamente la situazione del fratello e le necessità legate alla gestione del dispositivo, "Ho chiesto che venissero a vedere la situazione, perché mio fratello vive da solo. È autosufficiente e sa gestire le batterie, ma abbiamo bisogno di sapere che cosa dobbiamo fare se viene a mancare la corrente".
La familiare sostiene inoltre di avere la documentazione relativa al percorso sanitario del fratello e alla necessità di gestire il dispositivo a domicilio. La redazione ha ricevuto parte della documentazione sanitaria trasmessa dalla famiglia. Non è invece attualmente disponibile una copia della richiesta originaria relativa all’accumulatore, elemento che resta da verificare.
La verifica con le strutture sanitarie
Per ricostruire l’iter della richiesta e comprendere quale sia il percorso previsto per la fornitura del dispositivo, Sardegna Live ha contattato la ASL di Nuoro.
Dall'azienda sanitaria è stato riferito che, nel corso dei mesi, ci sarebbero state diverse interlocuzioni tra il distretto sanitario di Macomer, la stessa ASL di Nuoro e la società che si occupa della produzione del sistema richiesto dalla famiglia.
La vicenda presenta quindi diversi passaggi che dovranno essere chiariti, anche rispetto al ruolo delle strutture coinvolte e all'iter previsto per la fornitura dell'apparecchiatura. Per questo motivo la redazione ha contattato anche l'ARNAS Brotzu di Cagliari, dove il paziente era stato sottoposto all'intervento, chiedendo chiarimenti sull’eventuale presa in carico della richiesta, sui passaggi seguiti dopo l’intervento e sulle competenze relative alla fornitura dell’accumulatore.
Al momento della pubblicazione non è ancora pervenuto un riscontro.
La vicenda resta quindi da chiarire nei suoi diversi passaggi: dalla richiesta presentata dalla famiglia dopo l’intervento, alle interlocuzioni avvenute nei mesi successivi, fino all’individuazione del percorso previsto per ottenere il dispositivo.
La famiglia, intanto, continua ad attendere una soluzione, "Non vogliamo accusare nessuno: vorremmo soltanto che ci dicessero chiaramente a chi dobbiamo rivolgerci e quale procedura dobbiamo seguire, perché è passato quasi un anno e noi siamo ancora qui ad aspettare", ha ribadito la sorella di Giampiero Fadda.








