PHOTO
Prima una telefonata a una donna di 75 anni a Olbia, con la falsa notizia dell’imminente arresto della figlia. Il giorno successivo, ad Alghero, un’altra chiamata a un’anziana di 81 anni, alla quale viene raccontato che il marito sarebbe rimasto coinvolto in una rapina. Due distinti episodi, un copione simile e un bottino complessivo di oltre 15mila euro tra gioielli e denaro contante.
Nella serata di ieri, 8 luglio, a Sassari, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza due uomini provenienti dalla penisola, ritenuti responsabili dei reati di estorsione e truffa aggravata. L’operazione è stata condotta dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassari insieme ai colleghi del Reparto Territoriale di Olbia e ai militari della Stazione di Alghero.
Il primo episodio risale alla sera del 7 luglio a Olbia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero contattato telefonicamente una donna di 75 anni, presentandosi falsamente come magistrati del Tribunale di Tempio Pausania. Durante la conversazione avrebbero prospettato l’imminente arresto della figlia, sostenendo che fosse responsabile di una rapina commessa utilizzando l’auto di famiglia. La donna sarebbe stata così indotta a consegnare monili in oro per un valore stimato di circa 4mila euro.
Il secondo episodio si sarebbe verificato la mattina successiva ad Alghero. Questa volta i due si sarebbero qualificati falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, raccontando a una donna di 81 anni che il marito era rimasto coinvolto in una rapina avvenuta la notte precedente a Sassari.
Con il pretesto di una presunta comparazione tecnica, l’anziana sarebbe stata convinta a raccogliere tutti i gioielli in oro in suo possesso, per un valore di circa 8mila euro, oltre a 3.500 euro in contanti. Successivamente un complice si sarebbe presentato nella sua abitazione per ritirare denaro e preziosi.
Gli immediati accertamenti dei Carabinieri hanno permesso di individuare la struttura ricettiva di Sassari nella quale alloggiavano i due indagati. Durante la perquisizione è stata ritrovata l’intera refurtiva, successivamente restituita ai legittimi proprietari.
Al termine delle formalità, su disposizione della Procura della Repubblica di Sassari, che coordina le indagini, i due arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Sassari-Bancali, in attesa dell’udienza di convalida.











