"I Pronto Soccorso sono sotto pressione, gli organici insufficienti e i servizi a rischio": è l’allarme del sindacato USB PI Sanità, che denuncia criticità in diversi territori della Sardegna per quanto riguarda il sistema dell’emergenza-urgenza.

Tra i casi segnalati c’è quello dell’ospedale "Nostra Signora di Bonaria" di San Gavino, "A fronte di una dotazione organica prevista di undici medici, oggi risultano presenti soltanto due medici titolati - denuncia Gianfranco Angioni, referente regionale del sindacato -. Una situazione drammatica, che evidenzia una carenza di personale ormai non più sostenibile e che mette sotto pressione chi ogni giorno garantisce l’assistenza ai cittadini".

Secondo USB PI Sanità, la situazione riguarda anche altri presidi dell’Isola, "Le criticità dei Pronto Soccorso di Isili, Olbia, Sorgono, San Gavino e Oristano, insieme alle difficoltà dell’Ortopedia di Nuoro, dimostrano che il sistema dell’emergenza-urgenza continua a essere sottoposto a una forte pressione", afferma il sindacato.

"Servono trasparenza, assunzioni e stabilizzazioni - prosegue Angioni -. Se i servizi vengono ancora garantiti è grazie alla professionalità, alla dedizione e ai sacrifici quotidiani di medici, infermieri, Oss e di tutto il personale sanitario. Ma non è possibile continuare a chiedere ai lavoratori di colmare con il proprio impegno carenze strutturali che richiedono scelte politiche e organizzative precise".

Il sindacato chiede inoltre un quadro aggiornato degli organici e delle modalità con cui vengono garantiti i turni nei reparti di emergenza. In particolare, USB PI Sanità sollecita dati "su quanti medici erano effettivamente in servizio prima del 30 giugno e quanti dal 1° luglio, quali siano gli organici reali dei Pronto Soccorso e con quali modalità vengano coperti i turni: il confronto deve essere fatto sul prima e sul dopo lo stop ai gettonisti, utilizzando un periodo statisticamente significativo e dati completi".

USB PI Sanità torna infine a chiedere la pubblicazione dei verbali degli incontri tra l’assessorato regionale alla Sanità e i direttori generali delle Aziende sanitarie. "Solo attraverso la trasparenza - aggiunge Angioni - si può comprendere quali criticità siano state evidenziate, quali soluzioni siano state individuate e quale sia realmente lo stato della sanità sarda. Il confronto deve basarsi sui fatti e non su comunicazioni che rischiano di offrire una fotografia parziale della situazione".