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ANPAS Sardegna, Misericordie e AVIS chiedono alla Regione "un’assunzione di responsabilità politica" sul futuro del sistema di emergenza-urgenza in Sardegna dopo l’ennesima proroga delle convenzioni tra AREUS e il mondo del volontariato. Le tre organizzazioni parlano di un modello ormai superato e chiedono l’avvio urgente di un confronto per arrivare a una riforma complessiva del sistema.
La nota, firmata dalla presidente di ANPAS Sardegna Lucia Coi, dal delegato regionale della Rete Nazionale Misericordie e Solidarietà Giovanni Mura e dal referente AVIS Antonio Dettori, è stata inviata alla presidente della Regione Alessandra Todde, nonchè assessora ad interim della Sanità, al Direttore Generale di AREUS, Angelo Maria Serusi e agli Organi di Informazione, prendendo posizione sulla delibera della Giunta regionale del 13 maggio 2026, che dispone l’ulteriore proroga dell’attuale sistema convenzionale.
Nel documento le organizzazioni spiegano di avere espresso più volte "forti riserve" verso un modello definito ormai superato, non più adeguato alle normative nazionali, alle esigenze dei territori e delle stesse realtà del Terzo Settore che ogni giorno garantiscono il servizio di emergenza nelle comunità sarde.
Nonostante questo, ANPAS, Misericordie e AVIS annunciano che le associazioni affiliate firmeranno la proroga "per senso di responsabilità civica" e per assicurare la continuità di un servizio ritenuto essenziale. Ma precisano subito che si tratterà di "una firma di vigilanza".
Le organizzazioni chiedono infatti che la proroga rappresenti davvero l’ultimo passaggio prima di una riforma complessiva del sistema, attraverso l’avvio immediato di tavoli tecnici per costruire un nuovo impianto convenzionale basato sul Codice del Terzo Settore e sulla co-programmazione con il volontariato.
Nella nota viene ricordato che entro 30 giorni dalla firma delle convenzioni dovranno essere formalizzati tavoli di lavoro incaricati di definire nuove regole, tempistiche e modalità di affidamento delle postazioni territoriali del 118.
Le organizzazioni avvertono inoltre che eventuali ulteriori proroghe potrebbero costringerle "a ricorrere con ogni mezzo consentito" per tutelare le realtà impegnate nel servizio.
Nel documento viene anche chiesto di posticipare almeno al 10 giugno il termine fissato per la presentazione della documentazione richiesta alle associazioni.
ANPAS, Misericordie e AVIS ricordano infine che già il 5 maggio scorso cinquanta associazioni di volontariato impegnate nell’emergenza-urgenza avevano chiesto un incontro con la presidente Todde per rappresentare le difficoltà che il settore sta affrontando «nel sostenere un sistema tanto delicato». Una richiesta che oggi, sottolineano, "appare ancora più urgente".












