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Ospite del programma "Otto e mezzo" su La7, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha tracciato la rotta del Movimento 5 Stelle e del centrosinistra, affrontando i temi caldi della politica nazionale, delle alleanze e dello scenario internazionale. La governatrice ha rivendicato con forza il peso specifico del Movimento all'interno della coalizione progressista, allontanando le critiche sulla tenuta del campo largo.
Il peso del M5S e l'identità progressista
La presidente sarda ha voluto subito chiarire la centralità della sua forza politica nell'ottica della costruzione di una coalizione di governo alternativa a quella attuale. "Una forza politica nazionalmente al 13% che vuole costruire un'alternativa al governo Meloni non penso possa essere considerata un problema per il campo largo. Ricordo le ultime elezioni pugliesi in cui il M5S ha contribuito col 10%, ma anche le elezioni che mi hanno eletto".
Todde ha poi analizzato la presenza del Movimento a livello locale e la sua chiara collocazione politica. "Credo che il M5s debba essere misurato anche sulla base del radicamento sui territori. Non sempre alle amministrative brilliamo, ma abbiamo casi di successo; penso alla mia città, Nuoro. Su Venezia, non vorrei focalizzarmi sui flussi nella misura in cui siamo reduci da un programma orgogliosamente progressista, con Nova arrivata in oltre 100 città e una campagna che ha coinvolto anche non iscritti al Movimento".
Sulla collocazione del Movimento ha quindi ribadito: "Non ci sono dubbi, apparteniamo all'area progressista."
La leadership del campo largo e le alleanze
Sul fronte interno alla coalizione e sul rapporto tra i leader Giuseppe Conte ed Elly Schlein, la governatrice ha spostato l'accento dai nomi ai contenuti concreti da offrire agli elettori, senza escludere a priori passate e future convergenze strategiche. "Il primo tema è la credibilità. Elly Schlein è un'amica e mi ha sostenuto moltissimo in questi due anni, anche nelle difficoltà. Dobbiamo concentrarci meno su chi guida e più su cosa portare ai cittadini. Ho una stima infinita del mio leader Conte e di Elly e sono sicura che sceglieranno le modalità o la persona migliore che possa incarnare al meglio un progetto comune".
Proprio sul tema delle alleanze e della convivenza con le altre forze politiche, la presidente ha aggiunto: "Con Italia Viva abbiamo eletto Fico in Campania. Dobbiamo smetterla di discutere, quello che porta un elettore a votare è un progetto credibile".
No alla patrimoniale e focus sui salari
Passando ai temi economici e di politica interna, la presidente della Regione Sardegna ha espresso una netta contrarietà all'introduzione di nuove tasse sui patrimoni, invocando invece un forte rilancio delle politiche industriali e il sostegno ai redditi.
"Siamo in una situazione di importante crisi economica in cui i salari sono diminuiti rispetto al potere d'acquisto. Sono totalmente contraria ad una patrimoniale perché in questo momento i cittadini non la comprenderebbero e si sentirebbero attaccati di fronte ad un futuro incerto. Non è il contesto giusto, spaventerebbe. Dobbiamo puntare a far crescere salario e imprese insieme. Contano politiche industriali, lo vedo sul mio territorio".
Il ruolo dell'Europa e il conflitto in Ucraina
Infine, Todde ha espresso le sue riflessioni sulla politica estera, sui limiti strutturali dell'Unione Europea e sulle pesanti ricadute economiche che il conflitto ucraino sta riversando sulla popolazione. "Sull'ingresso dell'Ucraina nell'Ue, prima di porci il problema di chi deve entrare dobbiamo pensare ai trattati e alle regole in vigore, come l'unanimità. Siamo in un contesto complesso e l'Europa deve tornare ad essere protagonista".
Un protagonismo che, secondo la governatrice, deve tradursi in una maggiore attenzione alle reali preoccupazioni dei territori e in un cambio di rotta sulla gestione della crisi internazionale. "Come presidente di Regione vado spesso a Bruxelles per discutere con altri presidenti, e ciò che ci preoccupa è la nuova Pac, o utilizzo dei fondi di coesione. Ho vissuto 10 anni negli Usa, difficile possa considerarmi filorussa. Sono anni che stiamo trascinando il conflitto, ma a quale prezzo? Sono anni che i nostri cittadini pagano".









