Oggi, 14 giugno, si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del donatore di sangue, un’occasione per ringraziare chi sceglie di compiere un gesto semplice ma essenziale e per richiamare l’attenzione sull’importanza della donazione volontaria, anonima, gratuita e periodica.

Il sangue non può essere prodotto artificialmente e resta un elemento indispensabile per la vita. Viene utilizzato negli interventi chirurgici e ortopedici, nella cura delle ustioni e delle emorragie, nei trapianti di organi e tessuti e nel trattamento di numerose patologie, tra cui tumori, leucemie e anemie croniche.

La donazione rappresenta il fondamento del sistema trasfusionale italiano e consente ogni giorno di garantire cure e assistenza a migliaia di pazienti.

"La Giornata mondiale del donatore di sangue è l’occasione per ribadire il valore della donazione volontaria che rappresenta il fondamento del sistema trasfusionale italiano - afferma il presidente dell'Avis Nazionale, Oscar Bianchi –. Oggi è fondamentale tutelare questi principi, la piena applicazione della Legge 219 e i donatori stessi, garantendo un utilizzo etico e trasparente dei dati e contrastando ogni tentativo di sfruttamento commerciale del dono. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a investire nell’autosufficienza nazionale di plasma, rafforzando la raccolta associativa e assicurando la sostenibilità del sistema".

La sfida della Sardegna

Se il tema dell’autosufficienza è centrale a livello nazionale, in Sardegna assume un significato ancora più importante.

"L’Isola - come spiega il presidente dell'Avis Regionale Vincenzo Dore - continua infatti ad avere un fabbisogno di sangue particolarmente elevato, anche per la presenza di numerosi pazienti affetti da talassemia che necessitano di trasfusioni periodiche. Per soddisfare il fabbisogno regionale è spesso necessario ricorrere al supporto di altre regioni italiane".

Per questo motivo l'Avis Sardegna, insieme alle sedi provinciali e comunali, è impegnata ogni giorno durante tutto l’anno nella promozione della donazione e nel coinvolgimento di nuovi donatori.

Ogni sacca raccolta contribuisce a garantire cure, interventi e terapie salvavita all’interno del sistema sanitario regionale.

Dieci minuti che valgono una vita

Donare sangue richiede generalmente tra i dieci e i quindici minuti. Il prelievo consiste nella raccolta di circa 450 millilitri di sangue, una quantità che l’organismo reintegra rapidamente.

La donazione di plasma, invece, richiede mediamente tra i 45 e i 50 minuti e permette di raccogliere la componente liquida del sangue utilizzata per la produzione di farmaci salvavita come immunoglobuline, albumina e fattori della coagulazione impiegati nella cura dell’emofilia.

Chi può diventare donatore

Possono candidarsi alla donazione le persone di età compresa tra i 18 e i 60 anni; con peso corporeo superiore ai 50 chilogrammi e che seguono uno stile di vita sano.

L’idoneità viene successivamente valutata attraverso un colloquio medico e specifici controlli sanitari.

Chi desidera iniziare a donare dopo i 60 anni può farne richiesta e ottenere l’idoneità sulla base della valutazione del medico responsabile. È inoltre possibile continuare a donare fino ai 70 anni, compatibilmente con il proprio stato di salute.

Cosa mangiare prima della donazione

Una delle convinzioni più diffuse e sbagliate è che per donare sia necessario presentarsi a digiuno.

Al contrario, è consigliata una colazione leggera a base di frutta fresca, spremute, tè o caffè poco zuccherati e pane o altri carboidrati semplici. È invece preferibile evitare latte e derivati. Anche la sera precedente è raccomandata una cena leggera. Al termine della donazione viene sempre offerto un ristoro per favorire il reintegro dei liquidi e garantire il benessere del donatore.

Un gesto che aiuta gli altri e tutela la propria salute

Ogni unità di sangue donata viene sottoposta a rigorosi controlli di laboratorio per garantire la sicurezza del ricevente e del donatore.

Un sistema che si regge sulla solidarietà e sulla responsabilità di migliaia di cittadini che, con costanza e generosità, permettono ogni giorno di salvare vite.

In una regione come la Sardegna, dove il bisogno di sangue è costante durante tutto l’anno, la Giornata mondiale del donatore è un promemoria di quanto un gesto che dura pochi minuti possa avere un valore enorme per l’intera comunità.

Il ringraziamento ai dontori e ai volontari

Il presidente dell'Avis Sardegna Vincenzo Dore rivolge un pensiero di gratitudine a tutti i donatori dell’Isola: "A nome di tutta l’Associazione desidero ringraziare chi, con generosità e senso di responsabilità, sceglie di donare il proprio sangue. Ogni donazione è un gesto concreto di solidarietà che contribuisce a salvare vite umane e a sostenere il sistema sanitario. Il nostro grazie va anche a tutti i volontari che ogni giorno si impegnano per promuovere la cultura del dono e avvicinare nuovi donatori a questo importante percorso di cittadinanza attiva".