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Si prospetta una stagione di vere e "proprie sfide prolungate", attraverso un appello chiaro e forte rivolto alla comunità: "donare di più, donare tutti". È questo il profondo messaggio emerso dalla 55ª Assemblea dell’Avis Regionale Sardegna, che si è svolta domenica 19 aprile 2026 a Iglesias, presso la Sala Blu del Centro culturale comunale, per l'occasione gremita di persone desiderose di prodigarsi per il prossimo e fare in modo che l'importanza della donazione del sangue arrivi nei cuori di chiunque.
Un momento centrale per l’Associazione, fatto di convivialità e scambi di opinioni, ma anche di bilanci e prospettive, che ha offerto una fotografia aggiornata della donazione di sangue nell’Isola: un sistema forte e saldo che continua a reggersi sulla generosità dei volontari, ma che deve ancora colmare un divario importante.
IL PRESIDENTE, VINCENZO DORE: "DONAZIONI IN CALO, MA IL TREND DEI GIOVANI IN MIGLIORAMENTO"
Nel 2025 le donazioni si sono infatti attestate a 54.290, in lieve calo rispetto alle 55.511 del 2024. Un dato che si inserisce in un fabbisogno regionale di circa 105mila sacche annue, con una parte significativa ancora da recuperare.
"A oggi la situazione donazione sangue la descriverei un po’ critica - spiega ai nostri microfoni il presidente regionale Vincenzo Dore - perché siamo ancora indietro rispetto alla necessità: mancano circa 35mila sacche da recuperare". Nonostante questo, il dato più significativo riguarda il peso dell’attività associativa: ben il 73% del sangue raccolto in Sardegna arriva proprio dall’Avis grazie alla generosità dei tesserati".
Se da un lato il contributo dei donatori resta fondamentale, dall’altro emergono cambiamenti nella base associativa: "I donatori stanno cambiando in positivo - prosegue il presidente - anche se i più costanti restano mediamente più anziani. I giovani sono ancora pochi, ma fortunatamente il trend è in miglioramento".
Ed è proprio sul coinvolgimento delle nuove generazioni che si concentrano molte delle iniziative portate avanti dall’associazione: dal servizio civile alle collaborazioni con realtà che condividono gli stessi valori, fino ai progetti di sensibilizzazione sul territorio. Tra questi anche partnership con il Cagliari Calcio e borse di studio di merito, pensate per avvicinare i giovani alla cultura della donazione.
Dal punto di vista organizzativo, l’associazione continua a rafforzare la propria presenza, "Non abbiamo particolari difficoltà nella gestione - evidenzia Dore - anzi, le iniziative di sensibilizzazione sono sempre di più grazie all’impegno delle sezioni e alle collaborazioni”.
L'ASSESSORA COMUNALE DI IGLESIAS, CARLOTTA SCEMA: "DONARE SIGNIFICA SOSTENERE UN SISTEMA PER TUTTI"
Nel corso dell’assemblea è intervenuta anche l’assessora comunale di Iglesias, Carlotta Scema, che ha espresso soddisfazione per la partecipazione e per il lavoro svolto dall’associazione, "Per me è un piacere essere qui - ha dichiarato l'assessora - perché conosco da vicino il valore della donazione. Sono una donatrice Avis, anche se nell’ultimo anno ho dovuto fermarmi per motivi di salute. Proprio per questo sento ancora di più quanto sia importante questo gesto e quanto sia forte il legame con questa bellissima famiglia".
Un intervento che ha posto l’accento anche sulla necessità di far crescere ulteriormente i numeri: "Spero che questi dati possano aumentare sempre di più - ha aggiunto l'assessora - perché donare significa aiutare concretamente gli altri e sostenere un sistema fondamentale per tutti".
OBIETTIVO: AUTOSUFFICIENZA REGIONALE
Lo sguardo resta ora rivolto al futuro, con un obiettivo chiaro: raggiungere l’autosufficienza regionale, "Per farlo abbiamo bisogno di tutti. Venite a donare, c’è davvero necessità", ha concluso il presidente Vincenzo Dore.
All’orizzonte anche un traguardo simbolico importante: nel 2027 l’Avis celebrerà i suoi cento anni di attività, un secolo di impegno e solidarietà al servizio della comunità.
Un percorso che guarda avanti, puntando su partecipazione, consapevolezza e responsabilità condivisa, perché solo restando uniti sarà possibile continuare a garantire un servizio essenziale per la sanità e per tutti i cittadini, perché la donazione di sangue rappresenta un gesto semplice quanto importante per chiunque.














