Dal 30 giugno i medici a gettone non saranno più impiegati nei Pronto soccorso della Sardegna. La conferma arriva dalla direzione generale della Sanità, che ha inviato una nota alle aziende socio-sanitarie locali ribadendo la cessazione definitiva del contratto per l’affidamento del servizio di gestione delle attività di emergenza-urgenza con guardia medica attiva.

La decisione era stata anticipata nei giorni scorsi dalla presidente della Regione Alessandra Todde durante una conferenza stampa e trova conferma nella comunicazione trasmessa alle aziende sanitarie.

Nella nota, l’assessorato richiama quanto già evidenziato da Ares Sardegna, stazione appaltante della procedura, precisando che il ricorso ai medici a gettone non potrà proseguire oltre la scadenza fissata dalla normativa nazionale.

Lo stop deriva infatti dall’applicazione dell’articolo 10 del decreto legge n. 34 del 2023, che prevede il superamento del sistema dei medici a gettone all’interno del Servizio sanitario nazionale.

Per questo motivo la direzione generale della Sanità evidenzia di «non essere nella possibilità di procedere a eventuali proroghe del contratto», che terminerà quindi in maniera definitiva il 30 giugno.

La cessazione del servizio arriva in un momento particolarmente delicato per la sanità sarda, che continua a fare i conti con la carenza di personale medico e con le criticità che da anni interessano i Pronto soccorso dell’Isola.

Illustrando le nuove misure di incentivazione destinate al personale sanitario, la presidente Alessandra Todde aveva spiegato la linea scelta dalla Regione: «Alla scadenza dei gettonisti, abbiamo deciso di rispondere a questa sfida valorizzando la nostra dirigenza medica e il nostro comparto sanitario».