“Servono fatti, non slogan”. È questo il messaggio lanciato dalla Segreteria regionale sarda di CPTS-Italcaccia, guidata dal presidente regionale Marco Efisio Pisanu, che interviene nel dibattito sulla riforma della Legge 157/92 e sul DDL 1552, dopo le dichiarazioni, gli appelli e le campagne mediatiche che, secondo l’associazione, hanno generato forte preoccupazione nell’opinione pubblica.

L’associazione venatoria afferma di rispettare "pienamente il diritto di chiunque di essere contrario alla caccia e di esprimere liberamente le proprie opinioni", ricordando che "il confronto democratico è il fondamento di ogni società civile".

Allo stesso tempo, CPTS-Italcaccia ritiene che il confronto debba avvenire "sulla base dei contenuti reali delle norme e non attraverso slogan o interpretazioni che rischiano di generare disinformazione".

Nel comunicato l’associazione sostiene che in questi giorni siano circolate affermazioni secondo cui la riforma "consentirebbe la caccia ovunque, abolirebbe le aree protette, eliminerebbe le tutele per la fauna selvatica o addirittura limiterebbe il diritto di manifestare contro la caccia".

Da qui l’invito: "Invitiamo tutti a verificare direttamente il testo del provvedimento".

CPTS-Italcaccia precisa che "la riforma non abolisce i parchi nazionali e regionali, non elimina il sistema delle aree protette e non cancella il principio secondo cui la fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato".

E aggiunge: "Allo stesso modo, nessuna disposizione impedisce ai cittadini di manifestare liberamente il proprio dissenso nei confronti dell’attività venatoria".

L’associazione riconosce che il DDL contiene modifiche che "possono essere condivise o contestate" e che su alcuni aspetti possano esistere "sensibilità diverse e opinioni differenti". Ma, sottolinea, "una cosa è il dissenso politico, altra cosa è attribuire al provvedimento contenuti che non contiene".

Nel documento CPTS-Italcaccia rivendica anche il ruolo dei cacciatori nella gestione del territorio: "Come cacciatori siamo i primi a chiedere regole chiare, controlli rigorosi e una gestione faunistica fondata su basi scientifiche".

L’associazione afferma inoltre di essere "stanca di vedere descritta la figura del cacciatore come quella di un soggetto interessato esclusivamente al prelievo venatorio".

Ogni anno, si legge nel comunicato, "migliaia di cacciatori collaborano con le istituzioni nel monitoraggio sanitario della fauna selvatica, nella raccolta di dati biologici, nel contrasto alle malattie trasmissibili, nella prevenzione dei danni alle colture agricole e nelle attività di gestione richieste dagli enti pubblici".

Per CPTS-Italcaccia si tratta di "un contributo concreto, spesso poco conosciuto dall’opinione pubblica, ma riconosciuto da amministrazioni, servizi veterinari e dal mondo agricolo".

L’associazione chiede quindi che il confronto sulla riforma si svolga "in maniera seria e rispettosa, senza demonizzazioni e senza campagne fondate sulla paura".

"La tutela della biodiversità, la conservazione della fauna selvatica e la gestione equilibrata del territorio sono obiettivi che appartengono a tutti, non soltanto a una parte", afferma CPTS-Italcaccia.

Infine, l’associazione invita "cittadini, amministratori e mezzi di informazione a leggere il testo della riforma e a valutarne i contenuti reali prima di formulare un giudizio». E conclude sottolineando che «la fiducia dei cittadini si costruisce sulla trasparenza dei contenuti, non sulla loro semplificazione".

Il comunicato è firmato dal presidente regionale Marco Efisio Pisanu.