L'Olanda apre alla possibilità di una collaborazione con l’Italia sul progetto dell’Einstein Telescope, il futuro osservatorio per le onde gravitazionali che il nostro Paese si è candidato a ospitare in Sardegna, nell’area dell’ex miniera di Sos Enattos, a Lula, nel Nuorese.

A riferirlo è il sito web L1 Nieuws, dell’emittente radiotelevisiva pubblica della provincia del Limburg. Secondo quanto riportato, la ministra olandese dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza, Rianne Letschert, avrebbe incaricato l’ufficio che segue il progetto dell’Einstein Telescope di valutare una possibile collaborazione con l’Italia.

Successivamente, in una lettera indirizzata alla Camera dei rappresentanti, la ministra avrebbe annunciato ulteriori approfondimenti sulla fattibilità della configurazione a “doppia L” per l’Einstein Telescope.

"Portare il telescopio Einstein all'Euregio è una vera priorità per questo governo", ha detto Letschert secondo quanto riporta il sito web, riferendosi alla regione al confine tra i Paesi Bassi e la Germania.

L’ipotesi della doppia L prevedrebbe due rivelatori distinti, caratterizzati dalla forma a L, distribuiti in due siti. Una configurazione che potrebbe quindi consentire il coinvolgimento di più Paesi europei nel progetto.

L’apertura olandese rappresenterebbe un cambio di prospettiva rispetto all’ipotesi iniziale della configurazione triangolare, che avrebbe invece previsto un'unica struttura nell’area dell’Euregio, tra Paesi Bassi, Germania e Belgio, senza contemplare la collaborazione con il sito candidato dall’Italia in Sardegna.

Una soluzione a due siti era stata proposta anche dalla Sassonia. Nel 2026 la regione tedesca aveva infatti firmato un’intesa con la Regione Sardegna sul possibile sviluppo di una configurazione condivisa dell’Einstein Telescope.

L’Italia si è espressa a favore della soluzione a doppia L, a condizione che uno dei due rivelatori venga realizzato in Sardegna, nell’area di Sos Enattos.

"Siamo soddisfatti del fatto che la comunità scientifica stia sostenendo sempre di più la soluzione con la doppia L e quindi con due siti, e questo conferma che il percorso che abbiamo portato avanti mesi fa con la Sassonia è un percorso corretto. Ovviamente noi vogliamo che questa sia una soluzione europea, una soluzione quindi di tutti e quindi noi comunque ci auguriamo di fare un accordo il più largo possibile", ha detto la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde.