Dopo quasi sette anni e una lunga e complessa vicenda giudiziaria, la nave cargo Lira lascia definitivamente il porto di Olbia. L'imbarcazione è partita dall'Isola Bianca trainata dal rimorchiatore Christos XXIV, con destinazione il porto del Pireo, in Grecia.

La partenza del mercantile segna la conclusione dell'iter amministrativo avviato dopo l'aggiudicazione della nave, disposta dal Tribunale di Tempio Pausania, alla società H&D Shipping S.r.l.

La Lira, lunga 86 metri e con una stazza di 1.948 tonnellate, era arrivata a Olbia alla fine del 2019, dopo essere stata recuperata nel Mar Tirreno in condizioni di grave avaria. La nave era stata abbandonata dal proprio armatore e, da allora, era rimasta ormeggiata nel porto dell'Isola Bianca.

Nel corso degli anni, la vicenda è stata al centro di una complessa procedura giudiziaria promossa dai membri dell'equipaggio, impegnati nel recupero dei crediti di lavoro maturati.

La conclusione dell'iter è arrivata grazie al lavoro congiunto dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, dell'autorità marittima e dell'autorità giudiziaria.

Per l'AdSP è stato determinante anche il lavoro del segretario generale Alessandro Becce e dei collaboratori degli uffici tecnico e legale della sede di Olbia, che hanno seguito la vicenda sotto il profilo tecnico e giuridico, monitorando costantemente la situazione della nave e mantenendo il dialogo con gli enti coinvolti fino alla sua conclusione.

Con la partenza della Lira, il porto dell'Isola Bianca recupera ora uno spazio considerato strategico per le proprie attività.

"Quella della Lira è una vicenda che per anni ha rappresentato un problema irrisolto per il porto e per la città - afferma Domenico Bagalà, presidente dell'AdSP del Mare di Sardegna -. Oggi, con la partenza della nave, possiamo finalmente voltare pagina. Restituiamo al porto un ormeggio strategico e superiamo una situazione che limitava, di fatto, la piena operatività dello scalo, a tutela delle attività portuali, dell'ambiente, della sicurezza e dell'interesse pubblico".