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La Sardegna può rappresentare un esempio per il resto del Paese nella gestione della transizione energetica e degli investimenti pubblici. Ne è convinto il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, intervenuto a Oristano in occasione dell’assemblea regionale del Movimento, dove è stato accolto da applausi e cori da parte dei partecipanti.
Nel suo intervento, Conte ha indicato l’Isola come un modello da seguire sul fronte delle energie rinnovabili, sottolineando la necessità di coniugare sviluppo energetico e tutela del territorio. "Il modello Sardegna è un modello virtuoso per le rinnovabili, perché accompagnare questa transizione è fondamentale per garantire sicurezza energetica. E lo ricordiamo, qui in Sardegna, a differenza delle falsità che vengono diffuse, il territorio, un buon 1% del territorio dedicato alle rinnovabili con investimenti previsti nell'ordine di 1 miliardo di euro. Nel resto del territorio nazionale siamo ben al di sotto dell'1% del territorio dedicato. Nelle altre varie regioni si arriva allo 0,5, 0,6, qualche volta allo 0,7".
Il leader pentastellato ha poi allargato il ragionamento alle politiche portate avanti dalla Regione, evidenziando l’importanza delle risorse destinate ai servizi e alle infrastrutture: "E' un modello che si sta rivelando molto operativo, molto pragmatico, che tutela il territorio, mira a utilizzare fondi pubblici reperendo anche nuove risorse aggiuntive, oltre 5 miliardi rispetto al bilancio ordinario, per dedicarlo appunto ai bisogni della comunità locale", ha aggiunto.
Tra le priorità indicate da Conte figurano il rafforzamento delle infrastrutture, il miglioramento della sanità territoriale e gli investimenti destinati alle nuove generazioni: "Pensiamo alle infrastrutture, scuole, ospedali di comunità, case di comunità, per cercare di ridurre efficacemente le liste d'attesa e per investire anche per i nostri giovani. Perché qui poi in Sardegna in particolare i giovani spesso vanno fuori a cercare fortuna, invece devono avere la possibilità di rimanere qui".
Panorama nazionale
"Per noi - ha proseguito - non è importante soltanto poter andare al governo per cambiare il Paese. Lì dobbiamo arrivarci ad alcune condizioni che significa programma chiaro, condiviso, e non può essere che radicale". Così Giuseppe Conte dal palco dell'assemblea regionale di M5s a Oristano. "A noi non basta scrivere un testo di un programma e buttarlo lì. Quello che scriviamo con grande attenzione per noi sono obiettivi strategici per tutelare gli interessi dei cittadini. E sarà il nostro vincolo che firmeremo col sangue e tuteleremo a qualsiasi costo".
"E poi - sottolinea - ovviamente devi costruire una squadra affidabile, perché se no non vai da nessuna parte, e a scanso di equivoci dovremmo dirlo subito - ha aggiunto - Noi non ci rassegneremo a partire e poi si vede. Perché quel 'poi si vede', come certa vecchia politica intende, lo diremo subito. Se cambia qualcosa, poi andate avanti da soli. Noi non ci metteremo la faccia più. L'abbiamo fatto perché c'era una pandemia in corso. Abbiamo dato".
"Adesso che stanno andando via, tirano fuori ogni giorno un piano. Avete avuto 4 anni, non avete fatto nulla. E adesso state elaborando idee, state buttando suggestioni a memoria futura. Grazie, faremo noi. Abbiamo tante idee, grazie per i suggerimenti, ma dovete realizzarle le cose in 4 anni, non annunciarle a fine legislatura. L'incapacità di questo governo la paghiamo noi, la pagano i cittadini, la stanno pagando famiglie e imprese. Non c'è nessuno straccio, in 4 anni, un abbozzo, un'idea di un piano industriale - ha aggiunto - ci sta arrivando uno tsunami addosso e abbiamo una presidente del Consiglio che si vanta dei record. Ma non funziona così. Perché chi vive tutti i giorni la realtà di vita quotidiana e sociale lo vede, lo vede che non si arriva più a fine mese, lo vede come corre l'inflazione. E non è solo un problema di costi energetici, ma di un problema ormai che abbiamo in Italia, la scarsa crescita e non hanno fatto nessuna misura", conclude.
Politica internazionale
"L'Europa rimane afona rispetto al conflitto russo-ucraino: avete scommesso sulla vittoria militare. Avevamo detto subito serve una svolta negoziale. Adesso purtroppo il fallimento è evidente, tutte le previsioni di catastrofe in Russia non si sono realizzate, dal crollo dell'economia al cambio di regime e via discorrendo, non ci rimane che la svolta negoziale", afferma l'ex premier. "I delegati della Russia erano già seduti a Istanbul all'indomani dell'aggressione e adesso Putin l'ha pure detto pubblicamente - ha aggiunto - Passato un mese, non riusciamo a trovare un negoziatore da mandare a quel tavolo. Capite in che cavolo di situazione oggi sono i nostri governanti europei?".
Prospettive
"Noi domani mattina se fossimo al governo prenderemmo i 13 miliardi e mezzo buttati sul ponte sullo Stretto che sono assolutamente inutili per dirottarli sul capitale umano". Soldi, ha aggiunto, "per intercettare il futuro, per evitare che i nostri giovani vadano all'estero, per riqualificare tante professioni destinate a scomparire e usarli nell'istruzione e la formazione professionale. Solo così puoi competere. Mentre ora stiamo perdendo produttività" "Chi governa deve prevedere cosa succede quantomeno i prossimi 5-10 anni - ha osservato - Con l'intelligenza artificiale e la robotica, andremo verso un futuro in cui si lavorerà sempre meno. I lavori tradizionali spariranno, non serve più quella manodopera, se non ovviamente in alcuni settori. E allora ecco perché bisogna assolutamente lavorare per formare e riqualificare", conclude.
Movimento
Sul partito: "Grazie innanzitutto agli attivisti della prima ora, quelli che erano dall'inizio e ci sono ancora oggi. Io non c'ero, il percorso l'avete fatto voi. E non avete perso la passione che avete conservato anche in varie fasi in cui è successo di tutto: abbiamo vissuto momenti di difficoltà, in cui sembrava che si perdesse la bussola, momenti in cui sembrava che l'ispirazione originaria si tramutava, si trasformava. Eppure siete qui oggi, siete qui ancora, qui in Sardegna e su tutto il territorio nazionale".
"Permettetemi di salutare anche gli ultimi arrivati perché è importante accoglierli: qui non c'è una gerarchia, non è nelle nostre corde. Perché attenzione, non possiamo fare la guerra, perché noi facciamo la guerra ai poteri forti che vogliono comandare con l'arbitrio, con l'arroganza, e poi non accogliamo concittadini che entrano nella nostra casa - ha aggiunto -. Addirittura avete accettato una cosa che negli altri partiti non farebbero mai, avete accettato lo spirito di confronto per raccogliere idee e soluzioni per il programma di governo alternativo a quello che ci ha presentato e sta realizzando in modo assolutamente insoddisfacente la destra al governo. Abbiamo accolto anche non iscritti al movimento, E qui avete dimostrato una grande apertura, ripeto, che non era scontata. Quindi io posso solo dirvi grazie, perché io sono orgoglioso di essere qui in questa fase, in questo momento, in questa fase del Movimento".











