Il futuro della sanità ogliastrina torna al centro del dibattito e, dopo i primi timidi segnali di ripartenza e gli impegni assunti dalla Regione, il territorio pretende ora risposte concrete sul percorso che dovrà restituire il Punto Nascita all'ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei. A farsi interprete di questa forte esigenza di chiarezza è Adriano Micheli, portavoce del coordinamento #giulemanidallogliastra, il quale dichiara che "sul futuro del Punto Nascita dell'Ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei non possono più bastare rassicurazioni o dichiarazioni di principio. Dopo mesi di annunci e confronti istituzionali, il territorio chiede oggi un passaggio decisivo: conoscere con chiarezza quali siano i tempi, gli obiettivi e l'azione necessarie per arrivare alla riapertura del servizio".

La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che detiene anche la delega alla Sanità, ha assunto pubblicamente l'impegno di riaprire il reparto solo quando saranno garantite tutte le condizioni di sicurezza per madri e neonati. Su questo aspetto, il portavoce specifica che si tratta di "un principio condivisibile e che nessuno ha mai messo in discussione. La sicurezza deve rappresentare il fondamento dell'intero percorso. Proprio per questo è necessario ricordare che la riattivazione di un Punto Nascita non coincide semplicemente con la riapertura di una sala parto. Occorre consolidare un sistema sanitario completo ed efficiente, capace di garantire continuità assistenziale attraverso una rete composta da Pediatria, Ginecologia, Anestesia, personale medico e infermieristico stabile e servizi organizzati secondo standard adeguati".

Negli ultimi mesi il reparto di Ginecologia ha progressivamente ripreso le attività e gli interventi chirurgici, e si era parlato dell'arrivo di nuovi pediatri. Tuttavia, il recente blocco delle comunicazioni ha sollevato forti perplessità. Micheli evidenzia infatti che "su questo fronte, tuttavia, il silenzio delle ultime settimane alimenta inevitabili interrogativi. Manca ancora un quadro pubblico e aggiornato dello stato di avanzamento del percorso e continuano ad arrivare informazioni frammentarie che non consentono ai cittadini di comprendere quali siano gli obiettivi raggiunti, quelli ancora da conseguire e gli ostacoli eventualmente presenti. La richiesta che arriva dall'Ogliastra è semplice e ragionevole: rendere pubblico un cronoprogramma chiaro, trasparente e verificabile. Uno strumento che permetta alla popolazione di seguire passo dopo passo il percorso verso la riapertura e che consenta alle istituzioni di assumersi responsabilità precise rispetto agli impegni assunti".

Nel frattempo, i disagi per la popolazione locale rimangono quotidiani e pesanti. Il portavoce del coordinamento ricorda che "nel frattempo le donne ogliastrine continuano ad affrontare gravidanze e parti lontano dal proprio territorio, con trasferimenti spesso lunghi e complessi che incidono sulla qualità della vita delle famiglie e sul diritto alla prossimità delle cure. Una situazione che, pur nella consapevolezza delle difficoltà organizzative esistenti, non può essere considerata una condizione permanente".

Per superare l'attuale fase di stallo, la linea del movimento è quella di rifiutare lo scontro politico sterile, chiedendo invece una precisa assunzione di impegni da parte di tutti gli attori istituzionali coinvolti. Adriano Micheli conclude l'appello richiamando ognuno ai propri doveri: "Non servono contrapposizioni istituzionali né polemiche. Serve invece una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. La Regione indichi tempi e obiettivi. ARES chiarisca pubblicamente lo stato reale del percorso e le eventuali criticità ancora da superare. La ASL Ogliastra continui a rappresentare con determinazione le esigenze del territorio affinché gli impegni assunti trovino piena attuazione. La complessità del percorso è evidente a tutti. Ma tra complessità e immobilismo esiste una differenza sostanziale. Oggi l'Ogliastra non chiede promesse: chiede trasparenza, programmazione e fatti concreti. Perché il diritto a nascere in Ogliastra non può restare indefinitamente sospeso".