PHOTO
L’assessore regionale del Turismo, Arigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, assieme ai sindaci dei comuni di Aggius, Atzara, Bosa, Carloforte, Castelsardo, Galtellì, Gavoi, Laconi, La Maddalena, Lollove (Nuoro), Oliena, Posada, Sadali, Sardara e Tempio Pausania, hanno sottoscritto oggi il protocollo d’intesa sul “Turismo nei Borghi”.
Si tratta di un ambizioso progetto, finalizzato a posizionare la Sardegna nel crescente mercato del turismo nei borghi, parte del più ampio segmento dello slow tourism, che comprende anche escursionismo, cammini, enogastronomia e altro. Il turismo nei borghi è infatti uno degli strumenti principali per consentire il perseguimento delle strategie di destagionalizzazione e delocalizzazione.
“Sottoscriviamo oggi un importante protocollo d'intesa tra la Regione Sardegna, l'Assessorato del Turismo e 15 borghi certificati dalla Sardegna – sottolinea l’assessore del Turismo Franco Cuccureddu – Parliamo dei 15 borghi caratteristici, cioè i 9 borghi che appartengono al club dei borghi più belli d'Italia e i 6 borghi inseriti nell'elenco del Touring Club delle Bandiere Arancioni. Questo protocollo, che prevede un importo di 38 milioni di euro di fondi FSC che saranno ripartiti equamente tra i 15 comuni, consente finalmente alla Sardegna di inserirsi a pieno titolo, di posizionarsi nel mercato del turismo nei Borghi, che è un mercato in forte crescita in Europa ma direi anche a livello mondiale e che persegue a pieno le due strategie che la Regione Sardegna sta cercando di perseguire. Quella della delocalizzazione, quindi decongestionare i centri costieri, essenzialmente circa 70 dei 377 comuni, ma anche quella della destagionalizzazione poiché è un prodotto fruibile 12 mesi l'anno”.
Al progetto, a regia regionale, del “Turismo nei Borghi” è stato destinato un cospicuo finanziamento di fondi ( 38 milioni di euro), provenienti dal FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) equamente ripartita fra i 15 Comuni, che sono stati certificati, sulla base di selettivi parametri previsti dalle carte di qualità, quali “Borghi più belli d’Italia”, dall’omonima associazione dell’ANCI, e/o “Bandiere Arancioni” dal Touring club.
A ciascun Comune vengono assegnati 2,5 milioni di euro per opere finalizzate a far crescere l’attrattività dei borghi, a migliorarne l’accessibilità, l’ospitalità e quindi creare occasioni di sviluppo e nuova occupazione, così da contrastare la tendenza allo spopolamento ed anzi favorire nuova residenzialità. “Si tratta di uno degli interventi più significativi posti in essere dall’Assessorato regionale del Turismo – afferma ancora Cuccureddu – sia per l’entità delle risorse, sia per le finalità di consolidare un prodotto turistico, capace di fungere da attrattore di significativi flussi turistici in tutti i periodi dell’anno ed anche in comuni delle aree interne.”
“I borghi sono realtà urbane, normalmente di medie dimensioni, caratterizzate storicamente da una significativa presenza militare, da fortificazioni, torri, castelli (“burg” appunto), spesso sono sedi vescovili –conclude l'assessore – nelle quali si è sviluppato il commercio e proprio nei borghi è nata quella classe mercantile, affermatasi come classe dominante, denominata, appunto, borghesia. Pertanto la dicotomia fra borghi e città non ha senso di esistere, avendo diversi borghi ottenuto, da secoli, il titolo di città così come appare un ossimoro la terminologia, spesso usata, di piccoli borghi”.









