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Due leggi approvate dal Consiglio regionale sono state impugnate dal Governo, che ha deciso di intervenire su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli. La decisione è maturata nell’ultima seduta del Consiglio dei ministri, durante la quale sono stati valutati complessivamente otto provvedimenti regionali.
Le contestazioni riguardano due norme approvate il 6 febbraio 2026: da un lato la legge regionale n. 1, nota come “Legge di stabilità regionale 2026”; dall’altro la legge regionale n. 4, dedicata alla gestione e valorizzazione delle ferrovie turistiche e alla disciplina della Fondazione “Trenino Verde storico della Sardegna”. Secondo Palazzo Chigi, alcune disposizioni contenute nei testi sarebbero andate oltre le competenze previste dallo Statuto regionale e risulterebbero in contrasto con la normativa statale.
Sul fronte della legge di stabilità, i rilievi dell’esecutivo si concentrano in particolare su profili legati alla tutela della salute, ritenuti potenzialmente non coerenti con gli articoli 32 e 117, terzo comma, della Costituzione. Tra i punti contestati figura anche quello relativo alle autorizzazioni provvisorie per le Case di comunità, misura che l’assessorato regionale al Bilancio ricondurrebbe invece alle scadenze imposte dal PNRR.
Più delicata la posizione della legge sul “Trenino Verde”: qui il Governo richiama il tema dell’ordinamento civile, ritenendo alcune disposizioni non conformi all’articolo 117, secondo comma, lettera l, che attribuisce tale materia alla competenza esclusiva dello Stato.
La palla passa ora alla Regione, chiamata a decidere se intervenire con modifiche ai testi o proseguire nel contenzioso davanti alla Corte costituzionale.








