PHOTO
Via libera al pagamento di 210 delle 274 mobilità in deroga destinate ai lavoratori del polo industriale di Portovesme. A renderlo noto sono le segreterie territoriali di Fiom, Fsm e Uilm, che accolgono positivamente il provvedimento ma avvertono che rappresenta solo una risposta parziale a una crisi che continua ad aggravarsi.
Secondo le organizzazioni sindacali, il Sulcis sta attraversando una fase drammatica dal punto di vista economico e occupazionale. "Ma la crisi determinata da quanto sta avvenendo è lontana dall'essere risolta", sottolineano. "Un disastro economico e sociale di proporzioni immani si sta abbattendo nel territorio: si assiste alla chiusura delle fabbriche, con fermate imminenti per la centrale Enel e nessuna prospettiva di rilancio per la SiderAlloys, Portovesme srl e probabilmente Eurallumina. Uno scenario catastrofico, che non può subire ulteriori rinvii".
Per fare il punto sulla situazione è stata convocata un'assemblea generale dei lavoratori in mobilità, della SiderAlloys e della GMS, in programma il 9 luglio alle 9. Al termine dell'incontro è prevista una conferenza stampa durante la quale saranno illustrate le prossime iniziative di protesta.
Nel frattempo Fiom, Fsm e Uilm chiedono al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di convocare con urgenza il tavolo dedicato all'ex Alcoa e, successivamente, quelli riguardanti l'indotto di Portovesme, con particolare attenzione al futuro della centrale Enel, dei suoi dipendenti e dei lavoratori delle aziende appaltatrici.
I sindacati puntano il dito anche contro la gestione della SiderAlloys: "Quali motivi spingono a tenere ancora in piedi la guida dello stabilimento alla SiderAlloys, dopo i danni creati?", chiedono, sollevando dubbi anche sul ruolo di Invitalia. "Quali sono i motivi per cui Invitalia, costola dello Stato, continua a sostenere l'attuale proprietà nonostante il fallimentare progetto?"
Infine, le tre sigle invitano le istituzioni a cogliere le opportunità di rilancio industriale già emerse. "Sopratutto si risponda del perché davanti a proposte concrete di disponibilità a rilanciare le produzioni (l'azienda greca Meplen non è una novità, ma adesso c'è anche l'interessamento ufficiale confermato dal Mimit), si continui a dare credibilità e fiducia a questa gestione e non si accelera sui possibili rilanci? Si colgano le possibilità di rilancio produttivo senza ulteriori perdite di tempo, subito", avvertono, ricordando che molti lavoratori in cassa integrazione e mobilità rischiano presto di rimanere senza reddito e senza ammortizzatori sociali.
Nella nota conclusiva, Fiom, Fsm e Uilm denunciano infine "l'immobilismo del governo e del Mimit" ed esprimono forte preoccupazione anche per il silenzio della Regione e dell'assessorato all'Industria, ritenuto ingiustificato di fronte al perdurare della crisi del polo industriale di Portovesme.









