Stop al progetto del maxi impianto fotovoltaico previsto nel territorio di Putifigari: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha deciso di annullare in autotutela il decreto che ne aveva dato il via libera ambientale.

Il provvedimento riguarda una centrale fotovoltaica a terra, inizialmente prevista per una potenza di oltre 72 MWp e poi ridimensionata a 37,60 MWp, suddivisa tra le aree di Monte Siseri (area nord) e Seddonai (area sud), con opere di connessione alla rete elettrica nazionale.

Il progetto aveva ottenuto il 3 ottobre 2025 una valutazione di compatibilità ambientale positiva, ma nel corso dell’iter sono emersi nuovi elementi che hanno cambiato completamente lo scenario.

In particolare, la Soprintendenza ha prima annullato il proprio parere favorevole e successivamente espresso un giudizio negativo, rilevando un errore nella valutazione iniziale: alcune aree dell’impianto risultano, infatti, ricadere nelle fasce di rispetto di beni culturali tutelati.

Una parte rilevante del progetto era previsto in prossimità di siti di grande valore archeologico, tra cui nuraghi e domus de janas, e all’interno della buffer zone del sito “Domus de Janas”, patrimonio mondiale UNESCO.

Alla luce di questi nuovi pareri, è venuto meno uno dei presupposti fondamentali che avevano permesso l’approvazione del progetto.

Per questo motivo il Ministero ha deciso di annullare il decreto del 3 ottobre 2025, ritenendo necessario riesaminare l’interesse pubblico alla luce della corretta tutela dei beni culturali e paesaggistici.

Dunuque, il via libera ambientale non è più valido.

Il provvedimento è stato notificato alla società proponente, agli enti locali coinvolti e alla Regione Sardegna. Resta aperta la possibilità di ricorso al TAR o al Presidente della Repubblica nei tempi previsti dalla legge.

Le parole della sindaca di Putifigari

"Un passaggio significativo, che accogliamo con senso di responsabilità e nel rispetto del percorso condiviso che ha coinvolto istituzioni e comunità locale - spiega la sindaca -. Il Comune di Putifigari ha svolto fin dall’inizio un ruolo attivo, promuovendo momenti di confronto pubblico, a partire dal primo Consiglio comunale aperto al pubblico del 20 ottobre 2025, che ha visto la partecipazione della Regione Sardegna, dei sindaci del territorio, Città Metropolitana, CeSIM e vari comitati della Sardegna".

In questo percorso si inserisce anche la richiesta di sostegno avanzata dalla Sindaca alla Città Metropolitana di Sassari, con cui è stato avviato un lavoro congiunto a sostegno della posizione del territorio, così come il confronto con la Regione Sardegna e le ulteriori azioni intraprese, incluso il ricorso al TAR.

"Questo esito - sostiene Antonella Contini - conferma l’importanza della collaborazione tra istituzioni e cittadini, fondata su partecipazione, unità e tutela del territorio. L’esperienza di Putifigari rappresenta un esempio di coesione e impegno civico che può essere punto di riferimento anche per altre comunità".

L'amministrazione comunale di Putifigari "ribadisce l’impegno a proseguire nell’azione di vigilanza e interlocuzione con gli enti competenti, affinché ogni futura proposta progettuale sia valutata nel pieno rispetto dei principi di sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio e valorizzazione del patrimonio culturale".

Le parole dell'assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica

“Abbiamo denunciato fin da subito, anche presentando tempestivamente ricorso al Tar, che quel provvedimento fosse un atto gravissimo - dichiara l’assessore - basato su presupposti errati e calato dall'alto senza considerare il valore inestimabile dell'area. Il Ministero ha dovuto ammettere che le nostre osservazioni erano fondate: non si può barattare il paesaggio con una transizione energetica selvaggia”, ha commentato l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda.

 “Il nuovo decreto del Ministero ristabilisce un quadro di legittimità – prosegue Spanedda - confermando che la tutela del territorio non è un concetto astratto, ma si basa su vincoli oggettivi”.

“Questo risultato è il riconoscimento di un approccio di governo del territorio di cui la Legge regionale 20 rimane un tassello fondamentale. La Sardegna - conclude l’assessore - ribadisce il suo impegno per una transizione energetica ordinata e rispettosa del paesaggio e della propria identità storica”.