"Siamo tutti chiamati a fare il possibile perché non si ripetano, in nessun modo, situazioni di abuso in ambito ecclesiastico e sia assicurata ai minori e agli adulti vulnerabili il rispetto e l’attenzione che meritano". Con queste parole L'arcivescovo di Oristano monsignor Roberto Carboni interviene sulla decisione del Tribunale Ecclesiastico di Cagliari che ha riconosciuto la piena responsabilità di don Valerio Manca per gli abusi commessi negli anni in cui era responsabile della formazione dei seminaristi nel Collegio francescano conventuale di Oristano, disponendo la dimissione dallo stato clericale.

Un intervento netto e articolato, nel quale l’Arcivescovo di Oristano sottolinea il valore della sentenza, esprime vicinanza e solidarietà alla vittima, padre Paolo Contini, e richiama l’intera comunità ecclesiale, chierici e laici, a un impegno concreto e condiviso perché situazioni di abuso non si ripetano mai più e siano garantiti ascolto, tutela e rispetto ai minori e alle persone vulnerabili.

Le parole dell'Arcivescovo:

“La pubblicazione del dispositivo della sentenza da parte del Tribunale Ecclesiastico di Cagliari, in merito agli abusi commessi dal sac. Don Emmanuele Manca (al secolo Valerio), presbitero del clero di Tempio-Ampurias, negli anni in cui era responsabile della formazione dei seminaristi nel collegio francescano conventuale di Oristano, nei confronti dell’allora minore, il sac. padre Paolo Contini (al secolo Marco), dell’Arcidiocesi di Oristano, segna la conclusione di un itinerario lungo e complesso.

Il tribunale, a cui va la gratitudine per la competenza e la serietà con cui ha affrontato il delicato caso, ha riconosciuto la piena responsabilità di don Manca, stabilendo, come è disposto nei documenti della Chiesa, la pena canonica della dimissione dallo stato clericale.

L’Arcivescovo e il Presbiterio desiderano ribadire la propria vicinanza e solidarietà alla vittima, padre Paolo Contini, per il cammino spesso difficile e pieno di ostacoli e le sofferenze che ha dovuto affrontare per veder riconosciuta la sua condizione di abusato, esprimendo anche la gratitudine all’avvocato Alessandro Camedda che ha seguito con competenza l’iter della causa. La solidarietà si estende a tutti coloro che sono stati vittime di abusi da parte di membri del clero che non sempre hanno trovato ascolto e accoglienza.

Come membri della Chiesa diocesana, chierici e laici, siamo tutti chiamati a fare il possibile perché non si ripetano, in nessun modo, situazioni di abuso in ambito ecclesiastico e sia assicurata ai minori e agli adulti vulnerabili il rispetto e l’attenzione che meritano: le persone sentano di essere accolte, ascoltate, difese nei confronti dei loro abusatori.”