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Si chiude con un secondo arresto l’indagine dei Carabinieri sulle estorsioni e truffe ai danni di anziani avvenute lo scorso 15 dicembre nei comuni di Nureci e Samugheo, messe in atto con la tecnica del “finto Carabiniere”. Dopo il fermo eseguito ad Alghero il 19 dicembre, nella mattinata del 9 gennaio 2026 è stato arrestato anche il secondo presunto complice, individuato ad Aversa.
L’operazione è stata condotta dai militari della Compagnia di Ghilarza, con il supporto del Comando Provinciale di Nuoro e della Compagnia di Alghero, nell’ambito delle attività di contrasto ai reati predatori contro le persone anziane.
Tentata estorsione a Nureci
Il primo episodio riguarda una tentata estorsione ai danni di un’anziana residente a Nureci. La donna era stata contattata telefonicamente da un uomo che, fingendosi maresciallo dei Carabinieri, le aveva riferito che la sorella era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale, con l’investimento di una donna incinta. Per evitare presunte conseguenze penali, alla vittima era stato richiesto di preparare 16.000 euro in contanti, da consegnare a un complice.
Il colpo non è andato a segno grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri della Stazione di Senis, che hanno messo in fuga i truffatori.
L’estorsione consumata a Samugheo
Diverso l’esito dell’episodio avvenuto a Samugheo. In questo caso un anziano era stato contattato da un sedicente Carabiniere che lo aveva convinto di essere coinvolto in una rapina nel Sassarese e di dover subire una perquisizione. Per “evitare problemi giudiziari”, la vittima era stata indotta a consegnare gioielli in oro e denaro contante a un altro finto carabiniere incaricato di procedere ad una comparazione con i preziosi "rubati", per un valore complessivo di circa 12.000 euro.
Le indagini e l’arresto
Le indagini, proseguite anche durante le festività natalizie, hanno consentito di individuare il secondo presunto responsabile. Decisivi sono stati l’analisi delle immagini di videosorveglianza e l’identificazione, tramite la società di noleggio, dell’auto utilizzata dai due indagati, che ha permesso di ricostruirne gli spostamenti in Sardegna.
Il secondo uomo, residente in provincia di Caserta, è stato arrestato ad Aversa con la collaborazione dei Carabinieri della locale Compagnia ed è stato associato al carcere di Santa Maria Capua Vetere.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano, ha portato il GIP a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di entrambi gli indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione aggravata e tentata estorsione aggravata.
I Carabinieri sottolineano che l’operazione non esclude ulteriori sviluppi investigativi, anche in relazione a possibili collegamenti con altri episodi analoghi, evidenziando come questo tipo di reati sia spesso caratterizzato da una preparazione dettagliata, con spostamenti mirati, studio delle vittime e verifica dell’assenza dei familiari.
L’appello alla popolazione
Il Comando Provinciale di Oristano rinnova l’invito ai cittadini, in particolare agli anziani e ai loro familiari, a diffidare di qualsiasi richiesta di denaro o beni e a contattare immediatamente il 112, ricordando che le forze dell’ordine non chiedono mai soldi o valori ai cittadini.







