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La vicenda del Punto Nascita del Santissima Trinità di Cagliari, per il quale è stata scongiurata la sospensione dell’attività attraverso una riorganizzazione delle risorse professionali disponibili, riporta l’attenzione anche sul futuro del Punto Nascita del Nostra Signora della Mercede di Lanusei, chiuso dal settembre 2021.
Sul tema interviene il comitato "Giù le mani dall'Ogliastra", che ritiene la situazione di Cagliari un elemento di riflessione anche per l’Ogliastra.
“Non entriamo nel merito delle soluzioni adottate a Cagliari - sottolinea il comitato - ma prendiamo atto di un principio molto semplice: di fronte alla difficoltà di garantire la presenza degli specialisti necessari, è possibile intervenire sull’organizzazione delle risorse e cercare soluzioni che vadano oltre i confini della singola struttura sanitaria”.
Secondo il coordinamento, la questione dovrebbe essere affrontata anche in relazione alle difficoltà che negli ultimi anni hanno accompagnato il percorso di riapertura del Punto Nascita di Lanusei. Tra gli ostacoli indicati vi è, in particolare, la difficoltà di reperire alcune figure professionali, “È una difficoltà reale e non chiediamo certamente di ignorarla. Chiediamo però che una difficoltà di reclutamento non venga trasformata in una situazione permanente di chiusura”.
Il comitato propone quindi di verificare la possibilità di una diversa organizzazione delle professionalità disponibili, indicando tra le ipotesi forme di collaborazione tra presidi, équipe condivise e turnazioni coordinate, oltre a una regia regionale per l'utilizzo delle risorse professionali presenti nel sistema sanitario.
“Non chiediamo deroghe agli standard di sicurezza e non chiediamo scorciatoie. Chiediamo esattamente il contrario: che la Regione costruisca le condizioni organizzative necessarie per garantire quegli standard anche al NS della Mercede”.
Per il coordinamento, il tema non dovrebbe essere limitato alla ricognizione delle carenze di personale, ma dovrebbe comprendere anche la valutazione delle possibili modalità per reperire e organizzare le professionalità necessarie.
“Il problema non è soltanto stabilire ciò che oggi manca in Ogliastra. Il problema è capire cosa sia possibile fare per reperire, organizzare e rendere disponibili quelle professionalità”.
Il comitato richiama quindi la vicenda del Santissima Trinità come elemento di confronto rispetto alla possibilità di adottare soluzioni organizzative in presenza di difficoltà nella disponibilità degli specialisti.
“Se davanti all'emergenza di una possibile sospensione di un Punto Nascita è possibile intervenire rapidamente per garantire la continuità del servizio, riteniamo legittimo chiedere che la stessa capacità di organizzazione venga utilizzata anche per costruire il percorso di riapertura del Punto Nascita ogliastrino”.
Il comitato chiede pertanto alla Regione e alla ASL Ogliastra di valutare le possibili soluzioni organizzative e di inserirle all’interno di un progetto per la riapertura del Punto Nascita di Lanusei.
“L’Ogliastra aspetta da quasi cinque anni. In questo periodo abbiamo scelto il confronto, abbiamo avanzato proposte e abbiamo partecipato ai percorsi istituzionali quando si è presentata la possibilità di costruire soluzioni. Continueremo a farlo, ma il confronto deve produrre risultati”.
Il comitato fa sapere inoltre che, in assenza di risposte concrete, potrebbe riprendere la mobilitazione sul tema, “Non abbiamo mai considerato la protesta un fine. È uno strumento che utilizzeremo ogni volta che sarà necessario per difendere il diritto alla salute del nostro territorio”.
In conclusione, il coordinamento chiede alla Regione di chiarire se e in che modo intenda lavorare alla riapertura del Punto Nascita di Lanusei, “Oggi chiediamo alla Regione di dimostrare che la riapertura del Punto Nascita di Lanusei è una questione sulla quale si vuole realmente lavorare e non semplicemente un problema da rinviare”.
La presa di posizione è firmata dal coordinamento "Giù le mani dall'Ogliastra" e dal portavoce Adriano Micheli.
LA QUESTIONE DEL SANTISSIMA TRINITA'
La Direzione generale della ASL di Cagliari ha riferito di aver ricostruito il lavoro portato avanti negli ultimi mesi per fronteggiare la carenza di organico e garantire la continuità del servizio.
La ASL ha comunicato che la criticità si è aggravata nel corso del 2026 dopo la richiesta di mobilità di tre dirigenti medici, destinati all’ARNAS Brotzu, e che, dopo lo scorrimento della graduatoria del concorso a tempo indeterminato senza disponibilità da parte dei candidati interpellati, si è fatto ricorso alla graduatoria degli specializzandi. Quattro professionisti prenderanno servizio tra agosto e novembre, anche se, secondo quanto spiegato dall’Azienda, gli specializzandi non possono coprire i turni notturni.
Sono state inoltre attivate convenzioni con AOU di Cagliari e ARNAS Brotzu per le prestazioni aggiuntive: la prima ha garantito due turni mensili da 10 ore, il secondo un turno mensile da 12 ore. La ASL ha inoltre coinvolto pediatri liberi professionisti, alcuni dei quali disponibili a garantire ulteriori turni dopo Ferragosto.
L’Azienda sottolinea che si tratta di una criticità affrontata nel corso di mesi e non di una situazione gestita esclusivamente nelle ultime ore, attraverso il ricorso agli strumenti disponibili e la collaborazione tra le diverse realtà del sistema sanitario regionale.
“Garantire il funzionamento del reparto di Ostetricia e Ginecologia e del punto nascita è un dovere essenziale del sistema sanitario, soprattutto quando sono in gioco servizi fondamentali per le donne e per le famiglie e non essere presa alcuna decisione che non assicuri la totale sicurezza alle pazienti e ai nascituri”, ha ribadito la Direzione generale.








