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Quando aveva appena 14 anni, Luogosanto è diventata per lui casa, ed è proprio all'amata Gallura che l’architetto Antonio Scampuddu, nato a Torino ma da 42 anni "luogosantese DOC", come si definisce, ha dedicato un progetto speciale, che spicca oggi con orgoglio tra le eccellenze italiane.
Uno stazzo gallurese è infatti tra i protagonisti del Premio Templum 2026, manifestazione dedicata all’architettura contemporanea che si è svolta il 20 maggio scorso presso la prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma.
Tra oltre cento progetti selezionati per il volume ARCHITETTITALIANI – III Edizione, figura quello di Antonio Scampuddu, importante riconoscimento che per il professionista ha un profondo significato affettivo, "Per me questa selezione rappresenta una doppia soddisfazione - ha raccontato con gioia ai microfoni di Sardegna Live -. Da una parte perché, tra i progetti scelti a livello nazionale, figurano ben cinque studi sardi, risultato rilevante che dimostra la qualità dell’architettura della nostra Isola. Dall’altra perché il progetto selezionato richiama proprio lo stazzo gallurese, che rappresenta le nostre radici più profonde, in quanto base della vita e della civiltà gallurese".
Il progetto presentato da Scampuddu nasce dalla volontà di reinterpretare in chiave contemporanea una delle espressioni più autentiche dell’architettura tradizionale della Gallura.
"Abbiamo cercato di mantenere vivo lo spirito dello stazzo, senza limitarci a riprodurne le forme - ha spiegato il professionista -. Il progetto si sviluppa su una collina e dialoga con il paesaggio circostante attraverso materiali e linee architettoniche che richiamano la tradizione locale. L’idea era quella di creare qualcosa di contemporaneo che conservasse però l’anima e l’identità di questi luoghi".
Ma il valore dell’opera va oltre gli aspetti architettonici. Per Scampuddu, infatti, lo stazzo rappresenta un patrimonio culturale che racconta la storia stessa della Gallura.
"Gli stazzi costituiscono la genesi della nostra civiltà - ha sottolineato -. Erano realtà autonome nelle quali si sviluppavano la vita familiare, il lavoro e le relazioni sociali. Intorno agli stazzi è nata la comunità gallurese così come la conosciamo oggi. Per questo motivo vedere questo simbolo riconosciuto all’interno di una manifestazione nazionale è motivo di grande orgoglio".
Nella Capitale, la cerimonia ha visto la partecipazione di professionisti, istituzioni e rappresentanti del mondo dell’architettura provenienti da tutta Italia, premiando progetti capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e valorizzazione del territorio.
"In un contesto così importante è bello poter portare all’attenzione nazionale una parte della nostra cultura - ha concluso con soddisfazione Scampuddu -. La Gallura ha una storia e un’identità fortissime. Sapere che uno stazzo gallurese è stato scelto tra le eccellenze italiane significa contribuire a far conoscere e valorizzare questo patrimonio anche fuori dalla Sardegna".
Si tratta di un riconoscimento che porta dunque la Sardegna nel cuore delle istituzioni italiane e che dimostra quanto è potenzialmente forte il dialogo fra tradizione e innovazione, mantenendo vivo il legame con le proprie radici, tramandando concetti preziosi alle nuove generazioni, e proiettandolo contemporaneamente verso il futuro.



















