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Ancora immerso a sette metri di profondità nel luogo del naufragio, avvenuto mercoledì 12 agosto scorso, si trova il panfilo Angiola II. L'imbarcazione, un super yacht di 30 metri con bandiera maltese dal valore stimato di 8 milioni di euro e di proprietà della famiglia Bettanin, ha subito danni ai motori che hanno causato l'ingresso di acqua mentre navigava tra l'isola dei Cappuccini e Capo Ferro, nella Costa Smeralda.
Al momento, un rimorchiatore è in attesa di recuperare il relitto della barca per riportarlo a riva. Nel frattempo, la Procura di Tempio Pausania sta conducendo indagini sulle circostanze che hanno portato al naufragio. Secondo le prime informazioni raccolte, sembra che un guasto ai motori e un principio di incendio abbiano costretto le quattordici persone a bordo, tra cui il proprietario Antonio Bettanin, imprenditore di Noventa Vicentina ben noto nel territorio del padovano, a evacuare l'imbarcazione. Fortunatamente, nessuno degli occupanti ha riportato ferite.
A dare conferma della presenza di Bettanin sulla lussuosa imbarcazione è il quotidiano "Il Mattino di Padova", al quale l'imprenditore ha rilasciato una breve dichiarazione. " Eravamo davanti al porto e stiamo tutti bene, questa è l'unica cosa importante, - ha commentato Antonio Bettanin che ha aggiunto - siamo in attesa di capire cosa sia successo". In un primo momento era stata diffusa l'informazione che il panfilo Angiola II fosse stato appena varato. In realtà, il cantiere nautico costruttore, Amer yachts di Sanremo, ha riferito che si tratta di una barca usata di sei anni, consegnata al nuovo armatore appena pochi giorni prima dell'affondamento. La consegna era stata preceduta da un intervento di manutenzione e refit effettuato in un altro cantiere nautico, in Toscana.











