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Gli attivisti ambientali del Grig stanno ancora indagando sulle ragioni che hanno causato la moria di pesci nello stagno di Porto Taverna, nel comune di Loiri Porto San Paolo, avvenuta ad agosto. La segnalazione è stata fatta il 10 agosto, quando visitatori e residenti hanno documentato la situazione dello stagno. Dopo la segnalazione del Gruppo d'Intervento Giuridico, l'amministrazione comunale guidata da Francesco Lai ha avviato le indagini necessarie per identificare le cause del problema ambientale. Si è concluso che la mancanza di ossigeno nell'acqua, causata dall'aumento delle temperature, è stata alla base delle morti dei pesci.
Risultato ribadito anche questa mattina all'ANSA dal sindaco Lai. "Ieri sono arrivati gli esiti delle analisi condotte dall'Istituto Zooprofilattico che ci ha comunicato l'assenza di batteri, sottolineando che la causa della morte dei pesci è da attribuire all'anossia. Oggi alle ore 15 è previsto un tavolo tecnico con il CNR e l'IMC, le due massime istituzioni presenti in Sardegna, al fine di individuare la strategia migliore per garantire condizioni di equilibrio naturale e preservare il patrimonio ambientale nel suo complesso".
È un monitoraggio costante e strutturale ciò che chiedono i componenti del Grig. "Il quadro emerso dalle indagini condotte evidenzia una condizione di spiccata fragilità in cui versa attualmente lo stagno di Porto Taverna.
Chiaramente la mancanza di un monitoraggio strutturale del corpo idrico non permette allo stato attuale di valutare in modo organico una condizione frutto di dinamiche la cui evoluzione si sviluppa lungo scale temporali decisamente più ampie", scrivono gli ambientalisti.









