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La gioia per aver onorato la tradizione, l'orgoglio di aver sfilato davanti a migliaia di persone per la festa di San Simplicio a Olbia, e poi, in un secondo, il buio. Un ritorno a casa amaro, anzi tristissimo, per due ragazze dell'Asd Civitas Mariana Danza di Luogosanto, Eleonora Farina e Marta Chessa, che sono state letteralmente private di un pezzo del loro cuore: i loro abiti tradizionali.
A lanciare un accorato appello sui social, diventato immediatamente virale nella speranza di far leva sulla coscienza di qualcuno o sulla vista di qualche passante, è Alessandro Secchi, presidente dell'associazione di Luogosanto.
Tutto si è consumato in poco tempo nel parcheggio di piazzale Francesco De Rosa, a Olbia. Dopo la processione, Eleonora e Marta si sono svestite e hanno riposto con cura i preziosi abiti tradizionali all'interno delle rispettive valigie, sistemate poi nel bagagliaio dell'auto. Il tempo di una breve cena veloce con il resto del gruppo, qualche ballo per festeggiare la fine dell'evento con gli amici, e la terribile scoperta al rientro al parcheggio: l'auto danneggiata, i finestrini in frantumi e le valigie sparite nel nulla.
“La nostra festa di San Simplicio si conclude con un grande dispiacere e tanta tristezza — scrive Alessandro Secchi nel suo sfogo —. Hanno rubato i preziosi ricordi di una grande passione”.
I costumi tradizionali non sono semplici vestiti: sono opere d'arte, spesso tramandate di generazione in generazione o frutto di anni di sacrifici. E, soprattutto, hanno un valore affettivo inestimabile per le due giovani.
L'appello alla massima condivisione è chiaro: spesso i ladri, accorgendosi del contenuto non monetizzabile immediatamente, si disfano del bottino gettandolo in cunette o campagne circostanti. Per questo motivo, l'associazione ha fornito la descrizione esatta delle due valigie contenenti gli abiti: una di queste è di colore nero, riconoscibile per una striscia simil rosa, e l’altra è di colore blu, caratterizzata da strisce di diversi colori.
“Credo sia opportuno condividere affinché queste nostre ballerine possano almeno ritrovare i loro abiti. Vi ringraziamo per l'eventuale aiuto”, conclude Alessandro Secchi nel suo post.









