Aeroitalia si prepara a lasciare la continuità territoriale della Sardegna. La decisione è stata annunciata dall'amministratore delegato Gaetano Intrieri durante il tavolo di confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'Enac e la Regione. Alla base della scelta ci sarebbero gli squilibri economici legati all'aumento del prezzo del carburante e il mancato riconoscimento delle compensazioni richieste dalla compagnia.

La questione, secondo quanto ricostruito da Aeroitalia, era stata sollevata già a marzo, quando la società aveva segnalato le difficoltà legate alle condizioni economiche previste dal bando. In particolare, il costo del carburante aveva registrato un incremento del 150% rispetto a febbraio. In quella fase l'Enac si era attivato per individuare una possibile soluzione, arrivando vicino all'adozione di un decreto di compensazione. Il percorso, tuttavia, non sarebbe stato completato.

A maggio, ricorda la compagnia, la Regione aveva assunto l'impegno di stanziare circa 20 milioni di euro a favore di Aeroitalia e ITA Airways, con una ripartizione delle risorse proporzionata all'attività svolta dai due vettori. Secondo Intrieri, però, a settembre i finanziamenti non erano ancora stati erogati e, a distanza di nove mesi dalle prime segnalazioni, la situazione sarebbe rimasta invariata.

L'amministratore delegato ha quantificato anche le conseguenze economiche dell'aumento dei costi. Tra aprile e settembre il prezzo medio del carburante sarebbe stato di 1.460 euro a tonnellata, a fronte dei circa 630 euro considerati nel bando. Una differenza che avrebbe prodotto per la compagnia un extracosto complessivo di 18,4 milioni di euro. I conteggi effettuati dalla Regione insieme all'Enac, invece, avrebbero riconosciuto ad Aeroitalia compensazioni per appena 2,6 milioni di euro nello stesso periodo.

Nel ricostruire i passaggi della vicenda, Intrieri ha contestato soprattutto lo stallo sulle risorse promesse: "In Sardegna, però, il percorso si è arenato per ragioni che, a nostro avviso, sono state più politiche che tecniche - dichiara -. A maggio la Regione si è impegnata a stanziare circa 20 milioni di euro per Aeroitalia e ITA Airways, da ripartire in base all'attività svolta da ciascuna compagnia. In quella riunione nessuno ha sollevato problemi regolamentari sull'erogazione dei contributi alle due compagnie che garantiscono la continuità territoriale dell'isola. Eppure, a settembre, quelle risorse non erano ancora arrivate. Oggi, a nove mesi dalle nostre prime segnalazioni, siamo ancora in attesa".

"In questo periodo - ha spiegato l'ad della compagnia - il prezzo medio del carburante è stato di 1.460 euro a tonnellata, contro i circa 630 stimati dal bando. Per Aeroitalia questo ha significato un extracosto di 18,4 milioni di euro. Dai conteggi della Regione con l'Enac risulta invece che, per il periodo da aprile a settembre, ci spetterebbero appena 2,6 milioni".

La compagnia punta ora a definire un'uscita graduale dal servizio, senza interrompere improvvisamente i collegamenti e senza provocare disagi ai passeggeri. L'obiettivo indicato da Intrieri è arrivare alla conclusione del rapporto entro gennaio 2027, così da consentire ad Aeroitalia di concentrarsi su modelli di business ritenuti più sostenibili.

"Alla luce di questi numeri riteniamo che non ci siano più le condizioni per continuare a operare. Lo dico con chiarezza: non ci saranno disservizi per i cittadini. Vogliamo però concordare con la Regione, in un clima di collaborazione, una conclusione ordinata del rapporto, che è ormai ai titoli di coda. Lo faremo in modo responsabile, senza strappi né prove di forza. Ma è arrivato il momento di parlare seriamente di cosa significhi fare impresa: Aeroitalia dà lavoro a circa 800 persone, quasi la metà delle quali in Sardegna. Il nostro obiettivo sarà chiudere questa fase in tempi rapidi, possibilmente entro gennaio '27, per concentrarci su modelli di business più sostenibili, che valorizzino i nostri sforzi e tutelino il futuro della compagnia e delle persone che ci lavorano".

Sulla decisione è intervenuta anche la Regione Sardegna, che ha preso atto della posizione espressa dal vettore durante il confronto. La possibile rinuncia riguarda, in particolare, le rotte operate senza compensazione: Cagliari-Roma Fiumicino, Olbia-Roma Fiumicino e Olbia-Milano Linate. Per questi collegamenti, secondo quanto precisato dall'amministrazione regionale, i regolamenti vigenti consentono la rinuncia con un preavviso di sei mesi.

"La Regione Sardegna prende atto della volontà - è detto in una nota - paventata da Aeroitalia durante la riunione, di una rinuncia alle rotte senza compensazione (Cagliari-Roma Fiumicino, Olbia-Roma Fiumicino e Olbia-Milano Linate) consentita dai regolamenti vigenti con un preavviso di 6 mesi. La Regione ha manifestato l'impegno di intervenire per quanto di sua competenza".

Nel corso del vertice sul caro jet fuel tenutosi oggi in videoconferenza alla presenza di Enac, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Aeroitalia e Regione Sardegna, l'Assessorato regionale dei Trasporti ha fatto presente che le procedure per l'erogazione dei rimborsi legati alla crisi del costo del carburante scaturita dai conflitti Mediorientali sono in uno stato avanzato, come confermato anche dai funzionari del MIT e dell'Enac, i quali hanno fornito rassicurazioni sul loro riscontro nei prossimi giorni.