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"Non possiamo rassegnarci all'idea che violenza": questa la frase cardine del discorso della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il maxi blitz della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile, condotta nelle ultime due settimane su tutto il territorio nazionale e coordinata dal Servizio centrale operativo.
"Desidero esprimere il mio apprezzamento e la mia gratitudine alla Polizia di Stato per la vasta operazione condotta su tutto il territorio nazionale contro la criminalità giovanile, che ha portato a centinaia di arresti, migliaia di denunce e al sequestro di ingenti quantitativi di droga e armi. Non possiamo rassegnarci all'idea che violenza, sopraffazione e criminalità diventino comportamenti normali, soprattutto tra i più giovani. Lo Stato c'è e continuerà ad agire con determinazione per contrastare ogni forma di illegalità e assicurare ai cittadini il diritto di vivere in città e quartieri sicuri", ha detto la premier.
Giorgia Meloni ha inoltre sottolineato anche il lavoro svolto dagli operatori impegnati nelle attività di prevenzione e contrasto: "Un risultato importante - aggiunge - frutto di un lavoro straordinario di prevenzione, controllo e contrasto all'illegalità, che conferma l'impegno quotidiano delle nostre Forze dell'Ordine per garantire sicurezza ai cittadini e restituire legalità ai territori".
Infine, il ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia di Stato: "Alle donne e agli uomini della Polizia di Stato va il mio ringraziamento per la professionalità, la dedizione e il prezioso lavoro svolto ogni giorno al servizio della Nazione»ì", conclude la presidente del Consiglio.
644 arresti e 1.695 denunce
L'operazione ha coinvolto migliaia di operatori delle Questure, le 106 Squadre mobili, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine e di altri uffici della Polizia di Stato. Complessivamente sono stati controllati 236.138 giovani, di cui 23.060 minorenni, soprattutto nelle aree interessate dallo spaccio di droga e dalla movida.
Il bilancio è di 644 arresti: 575 maggiorenni e 69 minorenni. Sono invece 1.695 i giovani denunciati in stato di libertà, tra cui 373 minorenni. Tra i reati contestati figurano tentato omicidio, lesioni, rissa, danneggiamento, estorsione, furto, rapina, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi.
Sul fronte dei sequestri sono state recuperate 28 armi da fuoco, 210 armi bianche e 25 oggetti atti a offendere, oltre a numerosi ordigni esplosivi e strumenti utilizzati per lo scasso. Gli agenti hanno sequestrato anche 69,4 chilogrammi di cocaina, 328,44 grammi di eroina e 174,8 chilogrammi di cannabinoidi, oltre a quantitativi di altre sostanze stupefacenti.
Recuperati inoltre 269.863 euro in contanti e numerosi oggetti provenienti da furti, tra cui collane d'oro, tablet, telefoni cellulari e capi di abbigliamento. I controlli hanno interessato 299 abitazioni, 365 sale giochi, 896 esercizi commerciali, 1.149 luoghi della movida, 177 stazioni e 198 parchi. Le verifiche hanno portato all'elevazione di 1.394 sanzioni amministrative.
Particolare attenzione è stata rivolta anche alla provincia di Foggia, dove gli investigatori, grazie anche alle segnalazioni arrivate attraverso l'app YouPol, hanno individuato alcune strutture conosciute come "crack house", utilizzate per la trasformazione della cocaina in crack, la commercializzazione di sostanze stupefacenti e il consumo delle droghe.
Controlli anche in Lombardia: cinque province interessate
L'operazione ha riguardato anche la Lombardia, dove i controlli si sono concentrati nelle province di Como, Cremona, Milano, Monza e Brianza. L'attenzione degli investigatori si è rivolta in particolare ai gruppi giovanili di strada e agli episodi criminosi registrati sul territorio.
Un approfondimento specifico ha riguardato i disordini verificatisi durante le manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre 2026. Dall'analisi delle chat e dei gruppi di messaggistica presenti sui telefoni cellulari dei giovani coinvolti sono stati raccolti, secondo quanto riferito dalla Polizia, elementi ritenuti decisivi sull'organizzazione e sul coordinamento degli episodi.
L'attività, svolta in collaborazione con l'Autorità giudiziaria, ha portato a diverse perquisizioni personali e domiciliari, all'identificazione di numerosi soggetti e alla denuncia a piede libero dei presunti responsabili per danneggiamento aggravato, rissa e resistenza a pubblico ufficiale. Disposti anche provvedimenti di Daspo urbano e fogli di via obbligatori.
A livello nazionale sono stati inoltre monitorati 1.115 profili social. Per tre account, in provincia di Torino, è stata avanzata una richiesta di oscuramento per la presenza di contenuti violenti e l'ostentazione di armi.








