PHOTO
La Procura di Roma si prepara a ricevere la prima informativa della polizia postale riguardante le foto rubate che mostrano donne, tra cui personaggi famosi come attrici e politiche, e che sono state pubblicate su siti sessisti senza autorizzazione. Successivamente verrà avviata un'indagine ufficiale. Lo riporta Tg Com 24, evidenziando che, a causa del gran numero di denunce presentate in varie parti d'Italia, potrebbe essere coinvolta anche la competenza di altre Procure.
La Polizia Postale sta in queste ore conducendo indagini per individuare i responsabili delle piattaforme coinvolte e sta verificando i commenti sessisti e offensivi al fine di identificarne gli autori.
Dopo l'esplosione del caso che ha generato diverse polemiche, il sito phica.eu è stato chiuso, e la home page ha ospitato un comunicato ufficiale in cui si legge che "nonostante gli sforzi, non siamo riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici. In oltre 20 anni abbiamo sempre collaborato con le forze dell’ordine italiane e internazionali, contribuendo attivamente anche a casi importanti, fornendo ogni volta dati e supporto per assicurare alla giustizia chi commetteva crimini".
L'AVVOCATA: "CHIEDEREMO DANNI A FACEBOOK"
Tutte le "donne che sono state ferite con violenza nella loro identità femminile" possono "partecipare a questa class action" contro le piattaforme sessiste "e noi chiederemo un risarcimento danni per loro a carico di Facebook", in particolare per quanto riguarda il gruppo 'Mia moglie', dove venivano diffuse immagini di mogli e compagne senza consenso.
Sono le parole, riferite all'ANSA, dell'avvocata Annamaria Bernardini de Pace, specializzata in diritti di famiglia, chiarendo che, assieme al penalista David Leggi, sta studiando anche il caso del sito phica.eu sempre nell'ottica di azioni civili di risarcimento e penali.
La legale ha inoltre spiegato che in queste vicende "è stato violato il principio costituzionale che tutela l'identità e la dignità della persona ed, in particolare, è stata ferita con violenza, con l'uso brutale di quelle immagini, l'identità femminile".
Per questo, ha chiarito, "a me potranno rivolgersi tutte le donne che hanno subito queste ferite e noi chiederemo per loro un risarcimento danni a carico di Facebook". E ha aggiunto: "Lo potremmo chiedere anche agli uomini, ma non credo che avessero molto tempo per lavorare, se poi spendevano il tempo così...".
Queste donne, ha precisato l'avvocata, "potranno rivolgersi direttamente a me, attraverso la mia email che metto a disposizione, e io svolgerò questa attività solo per una cifra simbolica - ha chiarito - nessuna alta parcella ovviamente".
Dall'inizio della prossima settimana, l'avvocata Bernardini de Pace e il collega penalista David Leggi inizieranno a studiare i casi del gruppo Fb 'Mia moglie' e del forum on line phica.eu e a raccogliere le eventuali segnalazioni che arriveranno per preparare azioni civili e penali. "Potremmo agire con due class action", ha spiegato ancora l'avvocata.
Sul fronte penale, ad esempio, come ha precisato Bernardini de Pace, si potrebbe arrivare a contestare il "revenge porn", ossia il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, ma anche ipotesi di "stalking, violenza o molestia". A cui si potrebbero aggiungere ovviamente profili di violazione della privacy, oltre che diffamatori e di istigazione a delinquere, in relazione ai commenti che apparivano nel forum sessista. "Voglio vedere anche - ha concluso Bernardini de Pace - se ci sarà pure la possibilità di intervenire rivolgendosi al Garante per la Privacy".