Hanno infiammato le piazze, tra scontri, devastazioni e attacchi alle forze dell'ordine, le manifestazioni e proteste per il caro vita in Italia e in Francia.

Guerriglia a Milano, dove piazza Duomo è diventata teatro di violenti scontri con un centinaio di manifestanti che hanno attaccato gli agenti con bombe carta. Il bilancio parla di decine di feriti e 50 fermati, la metà dei quali minorenni. Tensioni anche davanti alla stazione di Bologna, mentre a Torino è stata vandalizzata una libreria.

La premier Giorgia Meloni ha condannato le violenze, ma anche "le reticenze che diventano giustificazione: l'opposizione non sia ambigua", rivolgendosi alle forze politiche e chiedendo una presa di posizione netta contro gli episodi di violenza.

Francia, piazze come campi di battaglia

La situazione più grave si registra in Francia, dove le proteste di studenti e gilet gialli sono degenerate in scontri e devastazioni. Sono 1.200 i fermi e 150 i poliziotti feriti, mentre diverse città sono state teatro di episodi di guerriglia urbana.

A Limoges è crollata la torre del municipio, dato alle fiamme e semidistrutto. A Parigi si sono verificati roghi, devastazioni e saccheggi, mentre a Marsiglia il Comune è stato assaltato al grido di "Prendiamo la Bastiglia". A Bordeaux è stata depredata la casa del prefetto e a Saint-Étienne un giovane ha perso una mano a causa di una granata.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso una risposta decisa: "I responsabili saranno puniti".

Vance: "Proteste frutto di immigrazione e problemi di assimilazione"

Sulle proteste francesi è intervenuto anche il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, che ha attribuito le tensioni ai problemi legati all'immigrazione e all'assimilazione. Una lettura che inserisce gli scontri nel più ampio dibattito europeo sulla gestione dei flussi migratori e sulle difficoltà di integrazione.

Intanto, tra le città coinvolte cresce la preoccupazione per le conseguenze delle violenze, mentre le autorità ribadiscono la necessità di individuare e perseguire i responsabili degli attacchi e delle devastazioni.