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Dalla memoria dell'alluvione del 1951 alla valorizzazione del paesaggio e dell'identità dei luoghi. È il filo conduttore dell'intervento di oggi a Gairo dell'assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, all'incontro “Gairo Vecchio. Storia, memoria e prospettive di sviluppo”, organizzato in occasione del 75° anniversario della tragedia che segnò profondamente la comunità e trasformò l'assetto del territorio.
“Gairo Vecchio racconta una storia che appartiene non soltanto alla sua comunità, ma all'intera Sardegna”, dichiara Spanedda. “Il paesaggio conserva le tracce di quella vicenda e rappresenta oggi un patrimonio da tutelare e valorizzare. Ricordare significa anche assumersi la responsabilità di governare queste trasformazioni, riconoscendo nella storia dei luoghi una risorsa per costruire il loro futuro”.
Una responsabilità che riguarda anche le conseguenze ancora irrisolte dell'alluvione. Con la deliberazione di agosto 2026 la Giunta regionale ha adottato le linee guida attuative della legge regionale 5/2026 per la regolarizzazione e il trasferimento della proprietà delle aree e degli alloggi assegnati nei Comuni di Gairo, Cardedu e Osini. Un intervento che, a oltre settant'anni dalla ricostruzione, definisce procedure uniformi per completare i trasferimenti rimasti in sospeso e garantire certezza dei diritti ai cittadini.
La vicenda del 1951 ha continuato a manifestare le sue conseguenze fino ad oggi, richiedendo un intervento normativo del Consiglio ed una successiva delibera della Giunta per chiudere quel capitolo. “Ricordando quanto è avvenuto, è necessario costruire ora le condizioni per una pianificazione che introduca criteri di resilienza oltre ai necessari aspetti di tutela” spiega Spanedda.
In questa prospettiva si colloca il ruolo della pianificazione e dei piani particolareggiati, al centro dell'intervento dell'assessore. “Il paesaggio non è soltanto qualcosa da conservare, ma un patrimonio vivo, espressione della storia e dell'identità delle comunità. La sfida – conclude Spanedda – è coniugare tutela e nuove prospettive, attraverso una pianificazione condivisa, capace di restituire valore all'antico abitato senza cancellarne la memoria”.





