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Erano stipati al buio, senza acqua né cibo, nascosti tra bagagli e scatoloni come fossero oggetti: è così che gli agenti della Polizia di Frontiera hanno trovato undici cuccioli di barboncino nano, durante un controllo al valico di Pesek, in provincia di Trieste, su un autobus di linea proveniente dalla Romania e diretto in Francia.
A far scoprire quel carico drammatico e silenzioso sono stati dei guaiti flebili, quasi soffocati, che hanno spinto i poliziotti ad approfondire l’ispezione del vano bagagli. Tra valigie e pacchi, sono emersi quattro trasportino, all’interno dei quali i cuccioli di appena 8-12 settimane.
Le condizioni erano davvero disperate: gli spazi troppo stretti impedivano infatti ai piccoli persino di muoversi, alcuni erano addirittura incastrati e immobilizzati per ore. Non vi era alcuna ventilazione adeguata, nè traccia di acqua o cibo. Un viaggio lungo e stressante, affrontato in un ambiente totalmente inadatto alla loro sopravvivenza.
Ma gli operatori sono intervenuti subito, mettendo in sicurezza i cuccioli e richiedendo l’arrivo del veterinario dell’Azienda sanitaria locale. La valutazione ha confermato ciò che già appariva evidente: condizioni igienico-sanitarie precarie e documentazione vaccinale e di trasporto non valida.
Per gli undici piccoli è scattato il sequestro sanitario, e sono stati trasferiti in una struttura idonea, stanno ora ricevendo cure, attenzioni e, finalmente, un ambiente sicuro, mentre per il proprietario degli animali e il conducente dell’autobus è scattata la denuncia, e il mezzo è stato sottoposto a fermo amministrativo.
Una triste vicenda che riaccende i riflettori sul traffico illegale di animali, un vero e proprio mercato sommerso sulla pelle di povere creature fragili e indifese, che avrebbero solo bisogno di cure, amore, e di una famiglia che li accolga.











