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È terminata nella Costiera Almafitana la fuga di Roberto Mazzarella, uno degli uomini più ricercati d’Italia. Il boss, reggente dell'omonimo clan egemone a Napoli e provincia, è stato catturato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli in un esclusivo resort di Vietri sul Mare.
Per Mazzarella, classe 1978, la latitanza durava dal 28 gennaio 2025, quando era riuscito a sfuggire a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della DDA. L'accusa che pende sulla sua testa è pesantissima: omicidio aggravato dal metodo mafioso.
Nonostante fosse braccato, Mazzarella non aveva rinunciato ai comfort. Al momento dell'irruzione, i militari lo hanno trovato in una suite da 1.000 euro a notte, dove soggiornava insieme alla moglie e ai due figli. Il boss non ha opposto resistenza, ponendo fine a un anno di indagini serrate coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
All'interno della camera, hanno rinvenuto tre orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità sui quali ci saranno accertamenti.
Roberto Mazzarella era considerato la mente operativa della cosca impegnata in una storica e sanguinosa faida contro l'Alleanza di Secondigliano per il controllo dei traffici illeciti nel capoluogo campano.
Mazzarella era tra i quattro latitanti inseriti nell'elenco del Viminale tra quelli di massima pericolosità. Ora ne sono rimasti tre: si tratta di Attilio Cubeddu, classe 47 di Arzana (Nuoro), ricercato dal 1997; Giovanni Motisi, 67 anni, palermitano, ricercato dal 1998 e Renato Cinquegranella, napoletano, ricercato dal 2002.







