«Siamo davanti a un fatto gravissimo, mai accaduto prima nella storia della Consulta regionale dell’emigrazione. Con un atto che lascia sgomenti, si apre l’era delle epurazioni politiche: Aldo Aledda viene fatto fuori per un non meglio precisato “venir meno del rapporto fiduciario-istituzionale”, formula vaga e inquietante dietro la quale sembra celarsi una sola colpa, quella di non essere considerato allineato all’assessora Desirè Manca». Lo dichiara Michele Pais, commentando la delibera n. 14.18 del 25.3.2026 con cui la Giunta regionale propone al Consiglio la revoca della nomina di Aldo Aledda dalla Consulta regionale per l’emigrazione e la sua sostituzione con Sara Nicole Cancedda. 

«Colpisce la violenza istituzionale di questa decisione, che appare assunta con una procedura tutta da chiarire sotto il profilo della legittimità e che mortifica una figura di altissimo profilo come quella del dottor Aledda, persona che non merita certo un trattamento simile. Siamo di fronte a una cacciata politica che sa tanto di lesa maestà: aver osato contraddire l’assessora nel corso di una riunione della Consulta sarebbe diventato motivo sufficiente per decretarne l’allontanamento».

Pais richiama poi il profilo umano e professionale di Aldo Aledda. «Parliamo di uno dei massimi esperti di emigrazione sarda e italiana nel mondo, saggista e giornalista, studioso autorevole, profondo conoscitore della materia migratoria, figura stimata in Sardegna, in Italia e all’estero. Per oltre trent’anni ha ricoperto ruoli istituzionali di primo piano in questo settore ed è unanimemente riconosciuto come un punto di riferimento per il mondo dei sardi emigrati».

«Aledda – prosegue Pais – è probabilmente la persona più competente sul tema dell’emigrazione sarda. Proprio per questo appare ancora più incomprensibile e grave la sua estromissione ad appena un anno dalla nomina deliberata dal Consiglio regionale il 30 gennaio 2025, poi recepita con decreto presidenziale del 5 febbraio 2025. Oggi, con la delibera del 25 marzo 2026, si vorrebbe cancellare tutto sulla base di generiche valutazioni sul venir meno delle condizioni fiduciarie, senza che emergano fatti concreti tali da giustificare una scelta tanto pesante». 

Secondo Pais, la vicenda rischia di produrre effetti devastanti sul clima interno alla Consulta e, più in generale, sul rapporto con le comunità dei sardi nel mondo. «La sostituzione di Aledda non appare come un semplice avvicendamento. Siamo davanti a una scelta che alimenta divisioni, sconcerto e amarezza in un mondo che avrebbe invece bisogno di unità, autorevolezza e rispetto. Quando si colpisce una figura di tale esperienza e prestigio, si colpisce l’intero sistema dell’emigrazione sarda».

«Mi auguro che il Consiglio regionale impedisca questa ingiustizia, respingendo un sopruso bello e buono. Il Consiglio ha il dovere di difendere la dignità delle istituzioni e di opporsi a un precedente pericolosissimo, che trasformerebbe la Consulta in un organismo dove si resta solo se politicamente allineati. Sarebbe una deriva inaccettabile».