È finita in terapia intensiva e in pericolo di vita una giovane di 34 anni aggredita nella notte tra il 20 e il 21 settembre nella sua abitazione in provincia di Bergamo. Per l'aggressione è stato arrestato un ragazzo di 30 anni, di origini marocchine, ex compagno della vittima, accusato di tentato omicidio.

A dare l'allarme sono stati i soccorsi, intervenuti insieme ai carabinieri di Urgnano. La donna è stata trovata a terra all'interno dell'abitazione, con profonde ferite da arma da taglio. Trasportata al Pronto soccorso dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha riportato lesioni multiple e penetranti al collo, al torace e alle braccia.

Con il passare delle ore il quadro clinico si è aggravato, rendendo necessario il trasferimento in terapia intensiva. La prognosi resta riservata.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l'aggressione sarebbe avvenuta utilizzando una lama appuntita ricavata da un paio di forbici. Alla scena avrebbe assistito anche il figlio della coppia, un bambino di quattro anni, successivamente affidato ai nonni materni.

Dopo l'aggressione, il 30enne si sarebbe allontanato a piedi dall'abitazione. I militari lo hanno rintracciato poco distante: aveva ancora le mani sporche di sangue e non avrebbe opposto resistenza all'arresto.

Dagli accertamenti è inoltre emerso che l'uomo era già destinatario di un provvedimento del Tribunale per i minorenni, che gli vietava di avvicinarsi alla casa e ai luoghi frequentati dal figlio. Risultava inoltre già indagato per rapina, lesioni personali e spaccio.

Arrestato in flagranza con l'accusa di tentato omicidio, il 30enne è comparso davanti al gip per l'udienza di convalida. Al termine, il giudice ha disposto per lui la custodia in carcere.