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Non solo un veicolo, ma un’intera comunità valorizzata da impegno e solidarietà, sono stati colpiti da un gravissimo atto vandalico nella notte tra lunedì e martedì scorsi a Cagliari, dove persone attualmente ignote hanno rotto il finestrino dell’auto della Polisportiva Olimpia Onlus, utilizzata per il trasporto di persone con disabilità, per poi rubare il materiale presente all’interno.
A raccontare ai nostri microfoni l’accaduto è Carlo Mascia, educatore specializzato e figura storica dell’associazione, da sempre impegnato attività sportive e sociali, e molto amato.
"Sono stato avvisato questa mattina da una giornalista che, a sua volta, era stata contattata dalla Polizia per il ritrovamento di un borsone della Polisportiva Olimpia Onlus - spiega Carlo Mascia -. A quel punto ho chiamato il volontario che aveva in uso l’auto societaria e abbiamo scoperto che durante la notte qualcuno aveva sfondato il finestrino per rubarne il contenuto".
Il vile gesto ha lasciato tutti sgomenti, soprattutto considerando che, come evidenzia Mascia, sul cruscotto dell’auto era ben visibile il contrassegno per il trasporto di persone con disabilità.
È questo il dettaglio che fa più male - continua l'educatore -. Non si sono fermati nemmeno davanti al cartellino disabili. È difficile trovare un senso civico in un’azione del genere".
Nonostante l’amarezza, è emersa da questa triste vicenda una forte risposta di solidarietà, "Determinante l’intervento del signor Giovanni Cocco - spiega ancora Carlo Mascia - che si è recato sul posto con il carroattrezzi offrendo gratuitamente il proprio aiuto e rendendosi disponibile alla sostituzione del vetro danneggiato. "Grazie alla sua bontà e disponibilità – racconta– potremo presto tornare a utilizzare l’auto per il trasporto dei nostri ragazzi. Sono gesti come questo che ci ricordano perché vale la pena andare avanti".
Carlo tiene a parlare anche dei numerosi anche i messaggi di sostegno arrivati sui social dopo la condivisione dell’accaduto sui social, "La vicinanza di tante persone mi ha profondamente colpito - ha concluso - È un segno di stima per il lavoro che svolgiamo ogni giorno con persone che non meritano di subire queste situazioni. Spero che raccontare quanto accaduto possa almeno risvegliare, in chi ha compiuto questo gesto, un minimo di coscienza civica".
Un episodio davvero grave che arriva forte e dritto come un pugno allo stomaco, ma che mette in evidenza il volto migliore della città: quello di chi sceglie sempre di aiutare, proteggere e non voltarsi dall’altra parte.

