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“La stima provvisoria dei danni in Sardegna è di circa 200 milioni di euro. È una stima ancora parziale, perché mancano all’appello strade e infrastrutture, ma restituisce già la dimensione del lavoro che abbiamo davanti. ". Lo ha fatto sapere questa mattina la presidente Alessandra Todde, impegnata con il il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci in un sopralluogo nelle zone del Sud Sardegna colpite dal ciclone.
Per i primi interventi sono in arrivo 33 milioni stanziati dal Governo.
"Le risorse nazionali ci sono - ha continuato la governatrice -. I primi 33 milioni arrivati dal Governo rappresentano una tranche iniziale. Altre risorse arriveranno man mano che presenteremo i progetti. È una scelta che condivido, perché evita fondi bloccati e consente di legare ogni euro a interventi concreti. Non ci saranno soldi a pioggia. Ci saranno progetti seri, verificabili, utili ai territori”.
La ricostruzione delle zone colpite dal ciclone Harry sarà gestita da una cabina di regia coordinata dalla presidente della Regione Alessandra Todde, in qualità di commissaria straordinaria, in collaborazione con la Protezione Civile nazionale e locale. Ne faranno parte anche gli assessorati regionali dell’Ambiente, con delega alla Protezione civile, delle Infrastrutture e Lavori pubblici, degli Enti locali, dell’Urbanistica e dei Trasporti insieme agli attori economici e sociali del territorio.
“Vogliamo essere una regione virtuosa – ha detto la presidente, durante la visita alla spiaggia cagliaritana del Poetto -. L’abbiamo dimostrato nella gestione di questa emergenza: oggi contiamo i danni e non le vittime come è successo in passato. Dobbiamo lavorare sempre di più sulla prevenzione”.
“Accanto alla ricostruzione, dobbiamo aprire con forza il capitolo prevenzione – ha aggiunto -. Pulizia dei canali, foci dei fiumi, consolidamento di porti e dighe, manutenzione delle opere esistenti, revisione delle aree più vulnerabili devono diventare attività ordinarie, programmate. Eventi come questo non possono più essere considerati eccezionali”.
Sulla esigenza di prevenzione si è soffermato anche il ministro Musumeci. “Ora sappiamo che il ciclone può arrivare anche in Sardegna e dobbiamo organizzarci di conseguenza e quindi occorre prevenzione. Questo significa, a volte rivedere la pianificazione urbanistica e portarla avanti d’intesa con la Protezione civile, per capire quali sono le aree più deboli, più vulnerabili, più fragili. Lavoriamo per fare presto, ma anche per costruire meglio. Sono qui per testimoniare la concreta vicinanza del Governo nazionale alla Sardegna, alle comunità colpite, al Governo regionale e locale, e per assumere l’impegno di restare accanto alle istituzioni fino a quando non si sarà concluso il processo di normalizzazione”, ha aggiunto Musumeci. “Questo significa ripristinare i servizi essenziali, restituire al territorio la rete infrastrutturale che è stata fortemente colpita, consentire agli imprenditori, nel più breve tempo possibile, di poter riprendere la loro attività e ricostruire tutto quello che è stato distrutto”.
Dopo la visita del litorale cagliaritano il ministro si è spostato verso Capoterra nella statale 195, rimasta chiusa per alcuni giorni a causa della mareggiata, per poi concludere il sopralluogo a La Maddalena Spiaggia, nel territorio di Capoterra.












