In merito alla recente ricomparsa della dermatite nodulare in Sardegna, tredici milioni di euro verranno immediatamente destinati agli allevatori per coprire gli indennizzi, e c'è la possibilità che la movimentazione del bestiame venga riaperta il 30 aprile, a condizione che i focolai rimangano circoscritti al Sarrabus. Questi sono i principali punti emersi durante la seduta congiunta delle commissioni "Sanità" e "Attività produttive". Lo hanno riferito gli assessori regionali alla Sanità e all'Agricoltura, Alessandra Todde e Francesco Agus, con aggiornamenti sullo stato attuale dell'epidemia.

"La macchina sanitaria e organizzativa si è mossa con tempestività - ha spiegato Todde - già oggi si è cominciato con gli abbattimenti dei capi. Entro sabato l'Istituto Zooprofilattico fornirà i risultati delle analisi per ricostruire l'origine del contagio".

Per la Regione, il blocco alla movimentazione del bestiame durerà 15 giorni: "Se i focolai saranno circoscritti - ha aggiunto - dal 30 aprile si potrà tornare a movimentare i capi, escluse le zone di protezione". La situazione, secondo i servizi veterinari, sarebbe meno grave rispetto al primo episodio registrato lo scorso anno nelle aree interne dell'Isola. "Il 96,7% dei capi è vaccinato - ha sottolineato la presidente - e abbiamo già ordinato altre 300mila dosi di vaccino che arriveranno entro due settimane".

Sul fronte economico, la Giunta ha annunciato la disponibilità immediata di 13 milioni di euro derivanti da economie di bilancio del 2025. Le risorse serviranno a sostenere le aziende colpite dal blocco della movimentazione. "L'obiettivo è rafforzare gli interventi e allargare gli indennizzi, tenendo conto delle difficoltà affrontate dalle imprese e della durata effettiva delle restrizioni", ha spiegato Todde.

Per l'assessore Agus la priorità è contenere il virus evitando ulteriori danni al settore: "Siamo in una fase che richiede la massima attenzione. Il blocco pesa sugli allevatori e deve durare il meno possibile, senza penalizzare la Sardegna rispetto ad altre regioni". La Regione punta ora a monitorare l'evoluzione dei focolai nei prossimi giorni, decisivi per stabilire tempi e modalità della ripresa della movimentazione degli animali. 

 "Grandi assenti all'incontro di oggi, sul tema emergenziale dei nuovi focolai di dermatite nodulare contagiosa dei bovini, erano certamente la rappresentanza dell'Assessorato della Sanità e quella dei Servizi veterinari. Sulle strategie di gestione della nuova manifestazione della malattia, registrata nel Sarrabus, rimangono ancora da capire e definire le modalità di intervento". Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, a margine del Tavolo verde convocato oggi a Cagliari dall'assessore dell'Agricoltura, Francesco Agus.

"Abbiamo manifestato all'assessore tutta la nostra disponibilità ad approfondire e a confrontarci col sistema sanitario regionale sul piano di azione necessario per arginare la malattia e su quello indispensabile per assicurare un adeguato livello di informazione alle migliaia di allevatori di bovini della nostra Isola. Una informazione che deve dare risposte a oltre il 96% delle aziende che hanno aderito e collaborato a pieno all'attuazione del programma di vaccinazione ordinato dalla Regione l'estate scorsa e a cui oggi risulta difficile da spiegare l'applicazione delle drastiche misure di controllo della malattia. La recrudescenza epidemiologica dei giorni scorsi, se non gestita adeguatamente, può portare all'inefficacia i tanti sacrifici fatti fino a oggi. L'idea di bloccare di nuovo, come nel 2025, le movimentazioni degli animali in Sardegna e oltre mare sarebbe una condizione capace di mettere a rischio il sistema produttivo dei bovini da carne di tutta l'Isola. Ecco perché abbiamo chiesto all'assessore Agus di avere aggiornamenti costanti, partendo da un urgente incontro con l'Assessorato della Sanità, e soprattutto di costruirli a stretto contatto con tutto il sistema veterinario territoriale".

Altro tema importante al centro del confronto del Tavolo verde, su cui Confagricoltura Sardegna ha recentemente chiesto spiegazioni alla politica regionale, riguarda la gestione delle anomalie sulle domande PAC legate alle Pratiche locali tradizionali di pascolamento. "Sul versante delle PLT - ha proseguito Taras - le informazioni ricevute oggi non sono sufficienti per soddisfare i dubbi e le incertezze manifestate negli ultimi mesi dai nostri associati, che giustamente lamentano il mancato pagamento degli aiuti, e dagli uffici dei Centri di assistenza agricola che curano le pratiche degli allevatori. Permangono infatti numerosi punti su cui sono necessari ulteriori chiarimenti così da risolvere in modo definitivo una serie di criticità che si manifestano periodicamente da anni".