PHOTO
In merito al caldissimo tema dell'emergenza carburanti in Sardegna, la presidente della Regione, Alessandra Todde, interviene replicando alle sollecitazioni arrivate dal fronte politico e dal mondo produttivo, “La Regione farà la sua parte, ma è necessario che anche il Governo e il Parlamento facciano la loro”, ha dichiarato a margine dell’audizione nelle commissioni Salute e Attività produttive del Consiglio regionale.
“Siamo in contatto con le associazioni e siamo consapevoli della situazione particolarmente difficile. Sicuramente la Giunta e il Consiglio se ne occuperanno in questa variazione di bilancio. L’obiettivo è di portarla in Giunta prima del 25 aprile”.
“C’è da dire una cosa: noi faremo la nostra parte, ma ho sentito dei parlamentari in commissione Insularità che hanno proposto dei passaggi per destinare una parte delle accise proprio alle isole per quanto riguarda i costi aggiuntivi della logistica e per quanto riguarda il caro carburante. E queste proposte sono state respinte”.
Parole che arrivano dopo la presa di posizione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Antonello Floris, primo firmatario di una mozione urgente per contrastare il caro carburanti.
“Lo scenario mondiale, la guerra in Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, hanno causato un ulteriore rincaro del prezzo dei carburanti che continua a pesare su famiglie e imprese sarde, già fortemente penalizzate dalla condizione di insularità. Il prezzo del Diesel ha superato il tetto dei €2/litro: è ora di intervenire”, dichiara Floris.
“A livello nazionale il Governo Meloni ha già operato riducendo le accise, dando un segnale concreto per contenere i costi e sostenere cittadini e attività economiche, ma questo non basta, soprattutto per la Sardegna. Qui il problema è strutturale: trasporti più costosi, meno alternative e una dipendenza quasi totale dal carburante. Per questo motivo, la Regione non può restare ferma né far finta di niente”.
La mozione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia punta a ridurre il prezzo finale dei carburanti per i residenti, sostenere le imprese locali e compensare gli svantaggi dell’insularità. “Non si tratta di una misura strutturale permanente, ma di una risposta concreta e mirata per proteggere economia e cittadini finché la situazione non si stabilizza. Questa misura è sostenibile per il bilancio regionale, se prevista per un periodo temporaneo”.
“Il punto è chiaro: se lo Stato ha fatto la sua parte, ora la Regione deve fare la sua. Servono scelte concrete, non parole gettate al vento, perché il costo dei carburanti incide su tutto: lavoro, prezzi, competitività e qualità della vita, oltre ad avere un impatto diretto sull’aumento del costo delle materie prime”, conclude Floris.

