La presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, ha partecipato questa mattina, lunedì 9 marzo, ai lavori della Conferenza territoriale socio-sanitaria riunita a Oristano per fare il punto sulla situazione sanitaria del territorio.

“Noi abbiamo dato un metodo a tutti i direttori generali, con l’intento di preparare dei dati che possono essere condivisi, perché solo così poi si può capire nei prossimi incontri se si sta migliorando, quali sono gli indicatori che funzionano, quali vanno cambiati”, ha spiegato Todde a margine dell’incontro ai microfoni dei giornalisti.

Tra i temi affrontati anche la carenza di medici di medicina generale nelle aree più difficili. “Oggi condividiamo soprattutto con i sindaci il recente accordo con i medici di medicina generale per le sedi disagiate: la possibilità che possano prendere duemila euro al mese in più per trasferirsi. Mi interessa anche fare un calendario con i sindaci per capire se ci possa essere anche, rispetto ad altre fonti di finanziamento che hanno loro, la possibilità di costruire un pacchetto di benvenuto per questi medici”, ha aggiunto la presidente.

Previsti incentivi analoghi anche per i pediatri di libera scelta. “Lo stesso tipo di incentivo l’abbiamo pensato per i pediatri di libera scelta: loro avranno 1.800 euro per le sedi disagiate. Sappiamo che anche su questo tema c’è un problema soprattutto per la presa in carico dei bambini”. L’intesa riguarda 100 sedi in tutta l’isola, con particolare attenzione all’Oristanese: “Sappiamo che il territorio dell’oristanese è uno dei più complicati da questo punto di vista proprio per la medicina del territorio”.

Nel confronto con i sindaci si è discusso anche del rafforzamento dei servizi sanitari locali e della situazione degli ospedali.

Todde ha poi commentato la fine del sistema dei medici “gettonisti”: “Io credo, e lo dico con molta forza, la situazione che si era creata con i gettonisti era inaccettabile per chi lavora tutti i giorni all’interno del sistema sanitario regionale e si vede scavalcato anche da un punto di vista salariale. Il fatto che si siano tolti credo che sia un segno di civiltà”.

Per coprire i posti nei Pronto soccorso, ha spiegato, l’Ares ha avviato un concorso: “È stato pensato per 54 posti, ma visto che ci sono 52 applicazioni, le prenderemo tutte e 52 per coprire ovviamente le sedi del pronto soccorso che devono essere coperte”. Tuttavia, ha precisato, “non è sufficiente, quindi bisognerà fare sicuramente un altro passaggio, un altro concorso”.