Gli obiettivi previsti dalla Missione 6 del Pnrr dedicata alla sanità territoriale sono stati raggiunti e superati dalla Sardegna, come comunica la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il direttore generale dell’assessorato, Thomas Schael.

Secondo i dati ufficiali aggiornati al 1° giugno 2026, il programma prevede la realizzazione di 59 Case della Comunità e 17 Ospedali di Comunità, numeri superiori rispetto ai target inizialmente fissati dal Piano, che prevedevano 50 Case della Comunità e 13 Ospedali di Comunità.

L’investimento complessivo programmato ammonta a oltre 116 milioni di euro, di cui 106,4 milioni provenienti dalle risorse del Pnrr e circa 10,5 milioni di cofinanziamento regionale.

“Oggi sono orgogliosa, ma anche consapevole che questo non è il traguardo finale, bensì l’inizio di un percorso - ha dichiarato la governatrice Todde -. La Sardegna compie un passo decisivo verso un modello di assistenza più moderno, capillare e vicino alle persone. Il nostro principio cardine è chiaro: non ci si deve curare in modo diverso a seconda di dove si decide di vivere”.

La Regione ha spiegato che il superamento dei target è stato possibile grazie all’inserimento nel perimetro del Pnrr di strutture già finanziate con risorse regionali o in fase avanzata di realizzazione, sostituendo alcuni interventi che avrebbero potuto incontrare difficoltà nel rispetto delle scadenze previste.

Secondo quanto illustrato durante la conferenza stampa, i nuovi presidi territoriali sono destinati in particolare alla gestione dei pazienti post-acuti e dei cosiddetti “bed blocker”, con l’obiettivo di ridurre la pressione sui pronto soccorso.

“Abbiamo stimato che circa l’11% degli accessi totali, ovvero 43mila casi l’anno, potrebbero essere gestiti dalla rete territoriale anziché intasare gli ospedali”, ha aggiunto il dg Schael.

Per il completamento degli interventi ancora in corso, la Giunta regionale ha previsto ulteriori 10 milioni di euro attraverso una variazione di bilancio. “La vera sfida ora sarà trasformare queste mura in presidi reali, dotati di carte dei servizi e, soprattutto, di personale”. L’obiettivo indicato dall’amministrazione regionale è il raggiungimento della piena operatività della rete nel 2027.

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della carenza di personale sanitario. La presidente ha confermato l’intenzione di intervenire sulle 414 sedi di medicina generale ancora prive di titolare, rispetto alle 545 registrate due anni fa, attraverso incentivi economici, misure di semplificazione amministrativa e forme di supporto ai medici da parte dei Comuni.

Non è stata esclusa l’adozione di misure straordinarie per garantire la continuità dei servizi durante il periodo estivo. “Se necessario per garantire i servizi essenziali durante l’estate, useremo un’ordinanza per prorogare i gettonisti nei pronto soccorso in sofferenza”.